Un libro tante scuole

La lettura ad alta voce


Giuliana Capriati 2^ I


Una cosa che ti ha colpito

L’arrivo del libro “L’isola di Arturo”.
Vorrei parlare dell’esperienza che ci avete dato l’opportunitá di vivere attraverso la lettura collettiva del libro “L’sola di Arturo” e vorrei concentrarmi principalmente su l’arrivo inaspettato delle copie di questo libro.
La nostra professoressa ci aveva raccontato di questo concorso e noi eravamo molto curiosi e desiderosi di leggere tutti insieme il libro di Elsa Morante, per poi confrontare le nostre idee.
Solitamente leggiamo un libro al mese, ognuno per conto proprio e del genere letterario che piú  preferiamo. Conclusa la lettura, presentiamo alla classe le nostre impressioni, così da poter confrontare le idee e anche per poter interessarci a un altro genere  di libro.
Per questo motivo abbiamo approfittato di questa possibilitá, anche perché ci piacerebbe moltissimo confrontarci, oltre che nel gruppo classe, con altre classi, cosí da poter ampliare i punti di vista sul libro.

Una mattina  la nostra professoressa è entrata in classe piú felice del solito e ci ha comunicato che erano arrivati i libri del concorso.
Abbiamo scartato i pacchi, distribuito i libri, letto la lettera che abbiamo trovato nel pacco e seguito le vostre richieste e i vostri consigli della “lettura ad alta voce”. Cosí abbiamo iniziato a leggere con la nostra professoressa ogni giorno, al termine delle ore di lezione, nella speranza di riuscire a completare la lettura. Sono certa che sarà un’ esperienza fantastica e che ci divertiremo molto. Vi ringraziamo ancora per questa opportunità

Un’altra cosa che ti ha colpito

DEDICA ALLA BELLEZZA
Elsa Morante all’inizio del suo libro, che si intitola “L’isola di Arturo”, compone una dedica particolare.
Nella prima strofa della dedica si fa riferimento alla parzialità e universalitá di ciò che viviamo nella nostra età adolescenziale.
Come scrive l’autrice, il paesaggio di Procida, attorno al quale ruotano tutte le vicende narrate, è un piccolo punto in uno spazio immenso, ma che per il protagonista Arturo rappresenta il mondo dove si concentra quello che ha vissuto e sperimentato.
Ciò che noi crediamo povero e impercettibile, come ci insegna Arturo, durante gli anni di giovinezza diventa l’essenza della nostra crescita e il nucleo dei nostri ricordi.
Le prime volte, gli errori commessi, le gelosie e gli impedimenti caratterizzano il fulcro dello sviluppo psicologico di ognuno di noi e assumono una grande importanza. Per questo Procida, nella sua piccolezza, è la cosa più bella e unica che Arturo possiede.
Per il ragazzo la bellezza si trova nella semplicitá della vita che insegna a trovare una propria identità.
La bellezza secondo noi è la conoscenza dell’ignoto, di nuove esperienze e di nuove amicizie dalle quali si imparano ulteriori punti di vista che aiutano a trovare se stessi. La bellezza si trova anche nel trasmettere e insegnare al prossimo ciò che abbiamo acquisito.

La prima cosa che descrive Elsa Morante di Arturo è il suo nome. Quest’ultimo è uno dei suoi primi vanti, poiché esso deriva dal nome della stella.
Il concetto di bellezza si ripresenta nell’identità del ragazzo rappresentata dalla luce più rapida e radiosa della figura di Boote nel cielo boreale. Inoltre il protagonista prende nome anche da un re dell’antichità, che era considerato un eroe, chiamato Re Artù.

In questa strofa prevale l’idea di protezione e sicurezza che Arturo non ha conosciuto.
La figura del padre lo ha sempre attratto nonostante la sua assenza nella vita del ragazzino. Il paragrafo cinque del capitolo primo ha come titolo “la bellezza”.
Nelle righe di questo paragrafo Arturo racconta ciò che sa riguardo le origini del padre rimanendo affascinato da ogni sua caratteristica.
Nei suoi anni d’infanzia considerava ogni ritorno di suo padre sull’isola come un evento particolare nel quale Arturo riponeva ogni bel ricordo.

In questi ricordi il ragazzo trovava una straordinaria bellezza che era anche riferita all’incontro del padre.

L’ultimo verso della dedica si contrappone a tutto il resto della dedica e non descrive più la condizione di Arturo: l’autrice vuole farci capire che dopo il periodo di giovinezza e crescita,ogni immaginazione, fantasia e la grandezza che vediamo in ciò che ci circonda spariranno lasciando a noi il compito di trovare la strada giusta.
Ultima particolarità della dedica è il destinatario: Remo Natales, il cui nome è un anagramma di Elsa Morante.

Testo di Sofia Bozzetti, Maria Caiati, Cloe Fiore.

Una frase del libro da conservare

Quello che tu credevi un piccolo punto sulla terra

fu tutto.

E non sarà mai rubato questo unico tesoro

ai tuoi gelosi occhi dormienti.

Il tuo primo amore non sarà mai violato.

Leggere è un’attività molto importante e la nostra insegnante di Lettere ci ha indirizzati alla lettura sin dai primi giorni di scuola, quando ci ha chiesto di condividere con la classe le nostre considerazioni riguardo a un libro nuovo da leggere all’incirca ogni mese.
Nelle ultime settimane la classe è stata coinvolta in un progetto proposto dal “Salone del libro di Torino”, che ha suggerito  quest’anno la lettura del libro “L’isola di Arturo” della scrittrice Elsa Morante. Questa esperienza ci permette non solo di leggere una nuova storia e di confrontarci con molti altri ragazzi provenienti da tutta l’Italia, ma anche di scoprire e apprezzare la lettura ad alta voce. Pur essendo molto sottovalutata e trascurata, la lettura ad alta voce rappresenta una grande risorsa e, per valorizzarla, la classe dedica ad essa all’incirca dieci minuti al termine di ogni lezione.
Quando l’insegnante legge per tutta la classe, immagino che le parole diventino una piacevole melodia e, come se fossero delle ballerine, danzino nell’aula fino a raggiungere le menti di tutti i miei compagni. Qui la nostra immaginazione trasforma la dolce musica delle parole di Elsa Morante in luoghi, personaggi e vicende.
Dunque, leggendo ad alta voce, la comprensione del testo risulta differente, perché percepiamo la lettura attraverso più sensi, mantenendo così la concentrazione adatta per poter cogliere ogni dettaglio. Grazie a questa esperienza, inoltre, noi studenti abbiamo la possibilità di imparare nuovi termini e di mettere a confronto le abitudini diffuse ai giorni nostri con le usanze comuni al tempo del libro.
Un altro aspetto positivo che la lettura ad alta voce ci offre è la maggiore attenzione che prestiamo al corretto modo di leggere, infatti abbiamo capito quanto sia importante dare la giusta intonazione e assicurarsi che tutti possano sentire e seguire la storia.
In conclusione penso che questa esperienza sia molto utile per la crescita di ciascuno studente e della classe nel suo complesso.

Adriana Russo 2^ I

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