Un libro tante scuole

Il popolo delle donne


classe 1 A; commenti raccolti da Christian, Francesca, Lea


Una cosa che ti ha colpito

Nel corso del capitolo è chiaro che Arturo non sia un esperto in quanto a donne, eppure non pensa che sia inadeguato per lui esprimere giudizi severi su di loro. Definisce infatti “il popolo delle donne” oscuro e ammette di essere “ignorante sul conto delle donne reali” e allo stesso tempo dice che “nulla gli pareva importante” di loro.
È possibile che il suo disinteresse verso il genere femminile derivi dall’assenza di una figura esemplare nella sua vita. Per via di ciò le uniche figure femminili con le quali aveva avuto a che fare erano le donne dei libri.
Le aspettative, chiaramente poi deluse, che queste donne della letteratura gli avevano
trasmesso erano di amore, regalità e bellezza celestiale come per contrapposizione all’idea di uomo guerriero, glorioso e virile. Lui, avendo conosciuto nella sua vita soltanto le donne di Procida, sospettava che gli ideali a lui trasmessi dai libri fossero fittizi. Riteneva le Procidane donne che “non possedevano nessuno splendore e nessuna magnificenza. […] figure goffe, quasi informi […] si vergognavano di se stesse, forse perché erano così brutte […] senza eleganza né spavalderia”.

Le uniche donne, oltre alle Procidane, che Arturo aveva conosciuto erano bagnanti forestiere. Queste ultime erano considerate dagli uomini procidani, e conseguentemente anche da Arturo, “senza nessun rispetto né vergogna […] quasi degli animali pazzi, discesi dalla luna”.
Da questo confronto tra le donne procidane e quelle forestiere si riesce a capire che Arturo prova una repulsione per le donne in generale poiché non riesce ad apprezzare nessuna delle donne che ha conosciuto.

Un’altra cosa che ti ha colpito

Nella seconda parte del capitolo viene approfondita tramite gli occhi di Arturo la condizione femminile negli anni ‘30 del ‘900. È inoltre da notare che la situazione descritta è quella di un’isola dell’Italia meridionale che, certamente, era diversa da quella nelle città e soprattutto nelle città industriali del settentrione. La vita che viene descritta da Arturo è segregata e rispetta i più antichi costumi e tradizioni come il dover coprire il proprio corpo e la completa separazione dagli uomini. Arturo assume, probabilmente in modo corretto, che nessuna certezza assoluta dovesse interessare le donne; noi però riusciamo a comprendere questa sua impressione più a fondo, infatti sappiamo che per delle donne alle quali non era stata data la possibilità di un’educazione e di un pensiero era impossibile interessarsi a questioni intellettuali ed esistenziali. Come infatti Arturo afferma alla fine del capitolo, gli uomini vedevano come sola speranza delle donne quella “di diventare le spose di un eroe” e rendevano inimmaginabile per le queste ultime sperare in qualunque altra cosa.

Una frase del libro da conservare

Dovevano avere molti segreti comuni, chi sa quali? certo, tutte cose puerili! Nessuna certezza assoluta poteva interessarle.

Gruppo di lettura

classe 1 A; commenti raccolti da Christian, Francesca, Lea

Elsa Morante nel capitolo “Donne” parla delle idee di Arturo su tutto quello che riguarda il
genere femminile. Esplora sia l’aspetto esistenziale della relazione di Arturo con le donne sia
l’aspetto storico della condizione femminile nell’Italia del sud del primo ‘900. Il capitolo è
preceduto e poi seguito da “Nipote di un’orchessa?” e “La tenda orientale” che trattano delle
donne più importanti nella vita di Arturo ovvero rispettivamente sua nonna, della quale aveva
visto solo una foto e il sentimento di odio del padre nei suoi confronti, e la madre, morta
durante il parto.

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