La Peste, Un libro tante scuole

Combattere senza un reale scopo


Greta Galliano


Una cosa che ti ha colpito

Quello che più mi ha colpito all’interno del romanzo di Camus è l’incredibile similitudine con la situazione nella quale ci siamo ritrovati un anno e mezzo fa, e che ancora oggi stiamo vivendo.
La noncuranza con cui molti cittadini di Orano hanno preso l’arrivo della peste bubbonica mi ha ricordato l’atteggiamento menefreghista di alcune persone durante la pandemia da Covid-19.
A marzo 2020 c’è stato il primo lockdown, una prova sicuramente difficile per tutti, in quanto nessuno di noi ha mai dovuto affrontare qualcosa del genere nel corso della sua vita.
Sostanzialmente le persone si sono divise in due grandi categorie: chi ha rispettato le regole per il bene comune e chi ha deciso di fregarsene, non rinunciando alla propria quotidianità fatta di vizi.
Anche nel romanzo vengono raccontati e descritti questi aspetti, portando alla luce atteggiamenti poco comunitari e molto individualisti: la colazione al bar, il pranzo al ristorante, lo spettacolo a teatro.
Trovo davvero incredibile come, a distanza di moltissimi anni, due situazioni simili si siano verificate allo stesso modo, senza alcun progresso dell’animo umano.

Una frase del libro da conservare

“Quando scoppia una guerra, la gente dice: “Non durerà, è cosa troppo stupida”. E non vi è dubbio che una guerra sia davvero troppo stupida, ma questo non le impedisce di durare”.

Questa frase mi ha particolarmente colpita perché mi fa riflettere su quanto l’uomo sia consapevole della stupidità e inutilità delle guerre, eppure questo non gli impedisce di combatterle, non curandosi di quale sia davvero il bene comune ma, anzi, continuando a combattere senza un reale scopo.

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Consiglio l’ascolto della lectio magistralis di Umberto Eco, ovvero una “lezione dal maestro”.

Il professore e semiologo Umberto Eco, un anno prima della sua morte avvenuta nel 2016, ha tenuto una conferenza presso l’Università degli Studi di Torino, dal titolo “conclusioni sul complotto: da Popper a Dan Brown”, spiegando e approfondendo cosa sia il complotto.

Si tratta di una tendenza antica, la quale si presenta ancora al giorno d’oggi: Umberto Eco disse come l’ossessione del complotto fosse probabilmente nata con la nascita dell’essere umano, citando il filosofo Karl Popper ne “la società aperta e i suoi nemici”, descrivendo il complotto come “quella teoria cospirativa della società che risiede nella convinzione che la spiegazione di un fenomeno sociale consista nella scoperta degli uomini o dei gruppi che sono interessati al verificarsi di tale fenomeno e che hanno progettato o congiurato per promuoverlo”.

Tutto ciò viene accomunato dal fatto che ci sia sempre qualcosa di non detto o nascosto, un segreto che noi uomini dobbiamo scoprire.

Inoltre, la tecnica di complottismo più raffinata non comprende l’invenzione di dati non reali, bensì viene utilizzata una tecnica ancor più intrinseca, confondendo i dati reali e inventando connessioni infondate, tratte da fatti realmente accaduti.

Eco inoltre ci ha spiegato come ancor prima dei social media, molti eventi storici sono stati farciti con leggende antiche e supposizioni più interessanti, citando per esempio Lincoln e Kennedy.

Raccontando come entrambe le loro mogli hanno perso un bambino mentre risiedevano alla Casa Bianca ed entrambi siano stati colpiti alla testa da un sudista, di venerdì.

Inoltre, il sottosegretario di Lincoln si chiamava Kennedy e il sottosegretario di Kennedy si chiamava Lincoln.

Durante questa conferenza viene spiegato proprio come il fascino delle coincidenze possa conquistare e spesso ingannare molte menti, in modo che le persone preferiscano credere ad altre informazioni meno veritiere, ma sicuramente più alternative ed interessanti.

Mi sono imbattuta in un articolo che trattava di questa conferenza circa un anno fa, quando la pandemia era già in corso.

Ritengo che possa essere molto interessante e facilmente riconducibile a ciò che stiamo vivendo da un anno e mezzo a questa parte, considerando il fatto che la nostra generazione sta attraversando un’esperienza mai provata prima.

Mi è capitato molto frequentemente di notare questi atteggiamenti da parte soprattutto di persone adulte, riguardo la pandemia da Covid-19.

Perché proprio come ci ha spiegato il grande Umberto Eco, è molto più semplice e consolatorio credere ai complotti, ipotizzare che ci sia sempre qualcuno più grande di noi che ci manovra, piuttosto che credere al fatto che molti avvenimenti accadono inspiegabilmente.

Commento su “La peste” di Greta Galliano

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