La Peste, Un libro tante scuole

Un classico attualissimo


Sara Nigrelli 4D


Il libro “La peste”, scritto nel 1947 dal celebre scrittore Albert Camus, racconta le vicende di una cittadina francese, Orano, che viene sconvolta dall’improvvisa epidemia di peste. La malinconia e il senso di impotenza dinnanzi ad un evento del genere sono comuni in tutti i cittadini, ma, nonostante essi si sentano soli e un po’ persi, il fatto che altre persone si sentano come loro li rincuora.

Nonostante questo libro sia stato scritto alla fine degli anni quaranta del Novecento, l’ho trovato molto attuale: infatti le emozioni che i protagonisti hanno provato sono le stesse che la maggior parte di noi ha vissuto durante i vari periodi di lockdown per via del covid; siam astati tutti un pò medici, come il dottor Bernard Rieux, stremati dai giorni in corsia, oppure viaggiatori in una città che non era la loro lontano dalle loro persone amate, come il giornalista Rambert.

Il racconto scorre molto bene e, con l’avanzare della lettura, si finisce per affezionarsi a tutti i personaggi, compresi quelli più difficili, e, anche una volta finito, rimane impresso a mente.  Le descrizioni dei malati e le emozioni dei protagonisti sono difficili da dimenticare, forse perché ci siamo passati anche noi: il sentirsi persi ed impotenti davanti ad un evento così grande e la speranza che pian piano va via in un certo senso ci accomuna con i cittadini di Orano.

La mia frase preferita del libro è “Sapevano, adesso, che c’è una cosa che si può desiderare sempre e qualche volta ottenere ed è l’affetto umano” perché è come se i personaggi e i loro concittadini, finalmente, si prendessero una rivincita sulla peste, che tanto soli li aveva fatto sentire.

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