La Peste, Un libro tante scuole

Toccare con mano il sentimento, la passione, il dolore


Sara Tardito


La Peste è un romanzo di Albert Camus che narra come in pochi mesi la città di Orano, sia diventata vittima di un’epidemia di peste portata dai ratti, e come essa abbia stravolto, più che le vite, gli animi di chi l’ha vissuta.
Camus ci racconta, attraverso le parole di Rieux, dottore protagonista, e quelle dei suoi colleghi e coetanei, quali siano i sentimenti, gli insegnamenti e i dispiaceri che questo flagello ha tatuato suoi cuori di chi l’ha vissuto, senza possibilità di cancellare, nonostante i tentativi degli uomini.
Oltre ai fatti, vengono descritte le sensazioni che accomunano e quelle che differenziano gli abitanti di Orano con parole piuttosto profonde che colpiscono colui che le legge.
Credo che non esista libro più attuale de La Peste da leggere nel 2021. La precisione con cui le mancanze, i fatti, le reazioni di fronte ad essi vengono rappresentati è tale da sembrare una proiezione di ciò che noi stiamo vivendo, 74 anni dopo la pubblicazione del romanzo.
Questo libro fornisce moltissimi spunti su cui riflettere ed offre una visione più concreta di tutto quello che in realtà abbiamo vissuto in prima persona. Il fatto è che, passando attraverso ad ogni situazione e momento, iniziando e finendo dove inizia e finisce la pandemia, non ci siamo davvero resi conto di ciò che è cambiato e di ciò che è successo.
Nei mesi in cui il covid stava strappando la vita a innumerevoli persone, ci siamo abituati a leggere sugli schermi migliaia di numeri ogni giorno e finché questo numero non entrava direttamente nelle nostre case, non ci rendevamo conto che dietro ad ogni cifra si celava la vita di una persona, di una famiglia, di persone care e della loro sofferenza.
Abbiamo subito la mancanza di contatto umano, di affetto, abbiamo subito la separazione in modo così forte da sembrare astratto, irreale, come un lasso di tempo che si è cancellato, o che almeno abbiamo provato a cancellare, nel momento esatto in cui abbiamo potuto riabbracciare chi avevamo amato da lontano per mesi.
Leggendo questo libro, mi è sembrato che sensazioni che pensavo di aver superato e dimenticato diventassero più concrete, tangibili. Camus è stato in grado di raccontarci ciò che conosciamo per esperienza come se non ne avessimo mai sentito parlare prima, come se volesse raccontarci tutto ciò che è successo mentre noi eravamo impegnati a sperare che finisse, in modo tale da non farci dimenticare ciò che ci ha lasciato e per insegnarci a non negare e a non provare a cancellare il dolore che ha causato.
Consiglierei questo libro a chi vuole toccare con mano il sentimento, la passione, il dolore che ci ha attraversati nell’ultimo anno e mezzo senza che quasi ci rendessimo conto di viverlo davvero.

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