Laboratorio, Un libro tante scuole

Sostiene Pereira


Nicole Di Filippo

ISIS Majorana-Fascitelli - Isernia

Nome Scuola

ISIS Majorana-Fascitelli

Città Scuola

Isernia

Gruppo di lettura

Classe IVAc

“Sostiene Pereira” è un romanzo del 1994 di Antonio Tabucchi ambientato nella Lisbona del 1938, nel pieno del regime dittatoriale salazarista.

Il protagonista del romanzo è il Dottor Pereira, un giornalista panciuto e anzianotto che dirige la pagina culturale di un giornale e, dopo la morte della moglie, vive la sua vita nella più totale monotonia, proiettato nel passato, dal quale lo risveglieranno  una serie di incontri molto importanti, spesso propiziati da una sua ossessione: la morte e la resurrezione della carne.

È grazie agli articoli di Monteiro Rossi, un giovane sovversivo che Pereira assume per scrivere necrologi anticipati dopo aver letto un suo articolo sulla morte, che Pereira si vende conto del clima di censura in cui il giornalismo opera ; ne era sempre stato a conoscenza, ma in questo momento prende piena consapevolezza della gravità della situazione.

Altro incontro molto importante per comprendere il cambiamento che Pereira sente avvenire dentro di sè è quello con il dottor Cardoso che, illustrando a Pereira la teoria della confederazione delle anime, lo aiuta a prendere consapevolezza del nuovo “io egemone” che sta sorgendo in lui e accettarlo, esortandolo a seguirlo e, quindi, ad agire.

In questo romanzo Antonio Tabucchi utilizza uno stile particolare, funzionale al suo messaggio, che riflette l’apparente apatia iniziale che si prepara a un risveglio civile. Soprattutto nella parte iniziale la scrittura di Tabucchi ci restituisce il senso di monotonia della vita di Pereira, descritta utilizzando una pressante ridondanza di termini, e con i capitoli che presentano sempre uno stesso schema: una sezione narrativa pregna di noia e una breve riflessione finale che ci aiuta ad addentrarci nell’ animo,  o confederazione di anime, di Pereira.

Il registro utilizzato è accessibile a tutti, nonostante i moltissimi riferimenti letterari, con un ritmo lento spezzato, o forse accentuato, da quel “Sostiene Pereira” ripetuto moltissime, troppe volte.

“Sostiene Pereira” è un mantra che ci entra intesta e sottolinea l’straneità del narratore dai fatti narrati: egli è onnisciente, sa tutto, ma solo il tutto che Pereira vuole si sappia, ciò che egli “sostiene”. Il romanzo ci risulta quasi come una testimonianza,  con i suoi discorsi diretti privi di due punti e virgolette, con le frequenti omissioni di qualcosa perché “non ha niente a che vedere con questa storia”, ed è una testimonianza magistralmente scritta da Tabucchi che riesce, in tutto e per tutto, a restituirci l’immagine del dottor Pereira come deve essere: l’antieroe che compie un gesto eroico grazie alla sua crescita personale.

Il finale del romanzo è, per il lettore del primo capitolo, una completa sorpresa,  per quello del ventiquattresimo, un piacevole soddisfacimento delle proprie aspettative. La verità è che il dottor Pereira è cambiato, ha iniziato a provare “nostalgia di una vita futura”, e ha accettato il suo nuovo io egemone: lui, sempre assorbito dall’idea della morte, ha iniziato a co contrarsi sulla vita, è uscito dell’indifferenza e potrà far sua l’affermazione del caro Monteiro Rossi: “dottore, a me non esche interessi più più tanto la morte, mi interessa piuttosto la vita”.

“Sostiene Pereira” è il romanzo della morte dell’indifferenza che deve imprimere nelle nostre menti e nei nostri cuori perché ognuno di noi prenda un pò esempio dal protagonista: un antieroe con una vita triste e monotona che compie un atto eroico, di un eroismo alla portata di tutti, esprime, infatti,  soltanto il proprio pensiero, ma lo fa in un Paesein cui questo non è concesso, uscendo dalla sua indifferenza e diventando un rivoluzionario, con tutti i difetti che può avere, ma libero.

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