Laboratorio, Un libro tante scuole

Sostengono Rossana, Carmen e Michela


Rossana Carlino, Michela Pascarella, Carmen Piscitelli

IIS De' Liguori - Sant'Agata de' Goti (BN)

Nome Scuola

IIS De' Liguori

Città Scuola

Sant'Agata de' Goti (BN)

Gruppo di lettura

2 A Liceo Classico

Sostiene Monteiro Rossi che la limitazione della nostra esistenza, mediante la morte, è decisiva per la comprensione e la valutazione della vita. Ed è con queste parole che cattura l’attenzione di Pereira.

Sostengono Rossana, Carmen e Michela che il pensiero della morte può diventare un’ossessione, come accade al protagonista del romanzo di Tabucchi. Alla morte della moglie, privato dell’amore di colei con cui avrebbe dovuto trascorrere il resto della sua vita, vivere diventa soffocante. Egli non fa che aspettare la morte, parlando con il quadro della moglie, come a volersi ricongiungere con lei.

“Da quando era scomparsa sua moglie, lui viveva come se fosse morto (…) La sua era solo una sopravvivenza, una finzione di vita.”

Sostiene Rossana che ciò che il protagonista fa è vivere per inerzia, sopravvivere. Andare avanti senza un motivo per farlo è angoscioso e fa nascere sentimenti non solo cupi e grigiastri, ma completamente neri. Il nero è il colore della morte ed è tutto ciò che vede chi non ha una ragione per stare al mondo.

Sostiene Carmen che ciò che lo lascia più attonito della morte è la resurrezione della carne. “Nell’anima sì, certo, perché era sicuro di avere un’anima; ma tutta la sua carne, quella ciccia che  circondava la sua anima, ebbene quella no, quella non sarebbe tornata a risorgere. (…) Tutto quel lardo che lo accompagnava quotidianamente, il sudore, l’affanno a salire le scale, perché dovevano risorgere?”

Sostiene Michela che Pereira è finito in un labirinto di emozioni tutte uguali ed è consumato dai segni delle innumerevoli giornate passate lì dentro. Il Lisboa, le strade di Lisbona, la limonata, il quadro della moglie, si susseguono di giorno in giorno senza un cambiamento significativo.

Sosteniamo che l’ossessione per la morte si è trasformata in un circolo vizioso che spinge Pereira a non aspettarsi nient’altro dalla vita. La ricerca di qualcuno che condivida come lui questo interesse lo porta ad incontrare Monteiro Rossi, che alla fine gli confessa di aver mentito per avere un posto al giornale e di non avere nessuna capacità, anzi nessuna voglia, di parlare della morte. Tuttavia è grazie a questo incontro che Pereira riesce a rompere le mura di quel labirinto e ad uscire dal suo schema abituale, facendolo entrare nel pieno della vita.

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