La Peste, Un libro tante scuole

“Questa non poteva essere la cronaca della vittoria definitiva”


Federica Cobzariu


“La peste” fu pubblicata nel 1947 da Albert Camus, vincitore del premio Nobel della letteratura nel 1957, in quanto è stato capace di esprimere nei propri libri “i problemi che oggi si impongono alla coscienza umana”.

Il libro narra la terribile vicenda avvenuta ad Orano, in Algeria, negli anni ’40. Il protagonista della storia, il medico Rieux, una mattina ritrova un topo morto davanti  alla sua casa. Il dottore inizialmente non fa caso a tale fenomeno, ma con il passare del tempo l’intera città comincia ad essere invasa da topi morti, fino a quando improvvisamente smettono di apparire. Successivamente gli abitanti di Orano iniziano ad ammalarsi gravemente e ciò porta alla morte di gran parte di loro. Il dottor Rieux e il suo collega Castel iniziano a credere che ciò sia dovuto ad un epidemia di peste che aveva invaso la città. Orano viene messa in quarantena e nonostante le porte chiuse, la vita dei cittadini  continua a procedere: alcuni credono che la peste sia una punizione divina, altri tentano di fuggire e altri ancora aiutano nel gestire l’epidemia. Tra questi ultimi ci sono i dottori Rieux e Castel che creano un vaccino che inizialmente però risulta inutile. La malattia inizia a placarsi e il vaccino, dopo essere stato testato una seconda volta, si rivela efficace. Infine la peste scompare e si ritorna alla vita di prima.

Il libro è molto scorrevole ed estremamente interessante, facendo in modo che il lettore non si riesca mai a staccare da esso. Particolare è anche l’attualità che possiede il testo, nonostante sia stato scritto più di mezzo  secolo fa.

“Ma sapeva tuttavia che questa non poteva essere la cronaca della vittoria definitiva. Poteva essere soltanto la testimonianza di quel che si era dovuto fare, e che contro il terrore e la sua arma instancabile forse avrebbero dovuto ancora fare”, questa è una delle frasi delle ultime pagine del libro, che sottolineano il possibile ritorno di un’altra epidemia in futuro. E’ sorprendente come questa frase sembra che si riferisca all’attuale situazione della pandemia causata dal Covid-19, nonostante Camus non fosse a conoscenza del suo arrivo. Inoltre l’atteggiamento dei cittadini di Orano rispecchiano le reazioni che la popolazione mondiale ha avuto alla scoperta della malattia: la quarantena, l’isteria e il panico di massa e la ricerca di un vaccino.

Per questo ritengo che Camus sia un autore geniale che è stato capace di studiare e dedurre il comportamento umano in caso di crisi e di esporlo in maniera creativa attraverso questo romanzo.

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