La Peste, Un libro tante scuole

Perenne lotta contro il male


Filippo Prugno


Nel romanzo “La Peste” (1947) di Albert Camus si assiste ad un imaginario scenario dove un’epidemia di peste si abbatte sulla città di Orano in Algeria.

Attraverso la narrazione in terza persona del protagonista, il medico Dr. Rieux, si presenzia alla drammatica evoluzione dell’epidemia che ha portato nella città migliaia di morti, per giungere sino al momento in cui il male sembra essere sconfitto. Tutti i personaggi del romanzo si uniscono in una lotta collettiva e continua contro il male, la quale non troverà mai né vincitori né vinti. All’interno della narrazione si ritrova inoltre l’opposizione dei pensieri dello stesso Rieux e Tarrou, ai quali Camus affida la lotta contro la peste, con quello del pare Paneloux, difatti i primi si oppongono alla visione prettamente cattolica del padre, il quale infatti, dopo essere stato colpito dalla peste, non ricercherà aiuto nella scienza, ma preferirà attendere la sua triste sorte affidandosi completamente a Dio.

La questione che mi ha fatto riflettere maggiormente del libro di Camus è stata la perenne lotta contro il male che come ci vuole insegnare l’autore non avrà mai fine. L’uomo però dopo aver preso coscienza del male deve ribellarsi ad esso, ma allo stesso tempo comprendere che non potrà mai sconfiggerlo ma solo limitarne i danni ed essere consapevole di esserne una perenne vittima.

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