La Peste, Un libro tante scuole

Il romanzo che ti porti dentro


Martina Odoardi 5D


“La mattina del 16 aprile il dottor Rieux uscendo dall’ambulatorio e nel bel mezzo del pianerottolo urtò con il piede un topo morto. Sul momento non ci fece granché caso, scostò l’animale e scese le scale.”

Iniziò così la storia di Orano, una città che negli anni 40 dello scorso secolo fu colpita improvvisamente dalla peste.

Per quanto la morte di migliaia e migliaia di topi nel giro di pochi giorni iniziò ad angosciare la città, il 30 aprile la morte del portinaio Michael segnò la fine di quel periodo di segnali inquietanti e l’inizio di un periodo relativamente più difficile, nel quale la sorpresa dei primi tempi si trasformò via via in panico.

Se uno è un incidente, due una coincidenza e tre uno schema, undici morti in 48h di cosa si tratta?

Per quanto incredibile potesse sembrare agli occhi dei cittadini, il dottor Rieux aveva purtroppo ben compreso  di cosa si trattasse. Pronunciò così per la prima volta la parola tanto spaventosa che accompagnò gli abitanti della città Algerina per quasi un anno: PESTE.

Come abbiamo potuto constatare noi stessi sulla nostra pelle, la peste, come anche il coronavirus Covid-19, è una malattia che si diffonde molto velocemente e molto facilmente, capace di stravolgere la vita di un’intera città o un’intera nazione nel giro di pochi giorni.

Questo tipo di malattia non influisce solo fisicamente nella vita dell’essere umano, ma anche mentalmente e psicologicamente, obbligando i cittadini a sradicare le proprie vite, a vivere lontano dai propri cari e amici, a prestare attenzione anche ai minimi dettagli come uno starnuto o un abbraccio che prima si davano tanto per scontato.

Il narratore racconta nel corso del romanzo come la sottovalutazione iniziale, sia da parte dei cittadini che da parte delle autorità, si sia trasformata in paura, tristezza e sofferenza.

Albert Camus, autore del libro “La peste”, nacque nel 1913 in Algeria e fu uno scrittore, filosofo, saggista, giornalista e attivista francese.

Con la sua multiforme opera è stato in grado di descrivere e comprendere la tragicità di una delle epoche più tumultuose della storia contemporanea, quella che va dall’ascesa dei totalitarismi al secondo dopoguerra.

La sua carriera in ambito letterario ebbe inizio nel 1942 quando si affermò con il romanzo ”Lo straniero” e con il saggio “Il mito di Sisifo”; raggiunse un vasto riconoscimento di pubblico nel 1947 con “La peste”, per poi ricevere nel 1957 il premio Nobel per la Letteratura per aver saputo esprimere come scrittore.

“I problemi che oggi si impongono alla coscienza umana “.

L’opera, appartenente al genere “Romanzo Storico”, è composta da 340 pagine, suddivise in 5 capitoli. Lo stile che l’autore scelse per narrare il tragico momento storico è uno stile medio, privo di figure retoriche, dialettismi e tecnicismi.

Dialoghi e parti narranti sono ben alternate e descritte, permettendo così al lettore di comprendere al meglio non solo la situazione della città , ma anche il pensiero dei cittadini. Lo scrittore scelse inoltre di raccontare la storia seguendo un ordine cronologico preciso, per questo il brano è privo di flashback e flashforward.

“ Per dire semplicemente quello che si impara durante i flagelli, che ci sono negli uomini più cose da ammirare che cose da disprezzare” 

ALBERT CAMUS

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