La Peste, Un libro tante scuole

Dagli occhi del narratore


Irene Buscaglia


Personalmente ho trovato il libro “La Peste” di Albert Camus molto istruttivo e completo. Nonostante la continua presenza di fitte descrizioni, ed il genere un poco pesante, ho apprezzato questo libro. Innanzitutto ho trovato la forma ed il lessico parecchio apprezzabile, ma ciò che ho preferito maggiormente è stata la cura dei personaggi. È sempre di mio gradimento un libro che non tralascia la psicologia ed il carattere dei personaggi per lasciar spazio allo sviluppo della trama.
Trovo che Camus in questo caso sia stato più che capace di sviluppare entrambi con il giusto bilancio. Come già affermato, ho apprezzato il distacco di pensiero e di sensibilità che rispecchia ogni personaggio, in particolare sono rimasta affascinata dalla storia di Tarrou e Cottard, poiché sono due personaggi molto particolari, i quali vengono studiati e conosciuti poco a poco con l’aiuto del narratore.
Inoltre non si può non citare la evidente corrispondenza a ciò che siamo abituati a vivere e a provare ai giorni nostri, nelle nostre case e nelle nostre città. Come se la fine di questo libro non fosse solamente l’informarci sulla Peste, ma fosse anche l’aiutarci a comprendere e a legarci come persone, nonostante la pandemia.

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