La Peste, Un libro tante scuole

Camus indaga il pensiero umano


Angelica B, IV A


La peste di Camus è un libro sicuramente da leggere una volta nella vita poiché racchiude diverse sfaccettature dell’essere umano.

Averlo letto nel 2021 durante la pandemia del covid 19, ha influenzato molto il mio pensiero: da un lato mi ha aiutata a scoprire come sono usciti da un periodo così difficile altre persone prima di me, dandomi un’ottica più positiva del futuro, ma dall’altra parte, esausta dalla situazione odierna, in dei momenti è stata davvero dura continuare la lettura.

Specialmente per un motivo lo consiglio, infatti a parer mio, lo scrittore trattando una pandemia è riuscito ad entrare nel pensiero umano, attraversando le reazioni davanti a situazioni completamente diverse l’una dall’altra , e così facendo ha aggiunto pagina per pagina qualcosa in più al bagaglio personale del lettore, che immedesimandosi  ha reso proprio il racconto.

1 commento

  1. Inizialmente questo romanzo non mi aveva particolarmente entusiasmata, infatti ammetto che è stato difficile cominciarne la lettura. Con il susseguirsi delle pagine e con l’evolversi della storia, ho iniziato ad apprezzarlo di più. La cosa che più mi ha affascinata è quanto gli eventi descritti nel romanzo e la situazione che stiamo vivendo da un anno a questa parte siano facilmente assimilabili. C’è Orano che inevitabilmente mi ricorda Codogno con i suoi primi casi da Covid-19, l’isolamento prima della città e poi della regione e da lì in poi una reazione a catena. Gli abitanti di Orano che non volevano credere ai due medici, così come fu difficile per noi renderci conto del fatto che questo virus di cui tanto si parlava in Cina potesse giungere fino a noi. Tutta la situazione psicologica, i decessi che ogni giorno aumentavano, poi la speranza del siero brevettato da Castel, così come i vari vaccini distribuiti per il rallentamento della pandemia.
    A libro finito posso dire di essere contenta di aver letto q perché mi ha aperto gli occhi e la mente sotto molti punti di vista, facendomi anche riflettere sulla “fortuna” di aver vissuto una pandemia in questo momento storico, piuttosto che nel periodo descritto da Camus.

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