21 maggio 2022, Cronache, Salone del Libro 2022

Parlare attraverso le immagini


Elena Lazzari, Francesca Giorgis e Leonardo Locantore, Redazione Alfieri


Oggi, 21 maggio, al Salone del Libro di Torino, Giacomo Guccinelli, uno dei pochi concept artist teorici d’Italia, ha tenuto una lezione di concept art . Ci ha parlato di una sua collaborazione con l’associazione “Play for inclusion” e dell’app nata per coinvolgere bambini e bambine affetti da autismo. Ha spiegato come dietro ad un’applicazione vi sia una raccolta dati molto lunga, che può durare anche due o tre mesi. In particolare per questa app è stato proposto un sondaggio ad alcuni bambini e alcune bambine: si è chiesto loro di associare vari colori e forme alle diverse emozioni, così da creare dei “characters” in grado di comunicare con il loro aspetto il loro ruolo all’interno del gioco e i loro stati d’animo nelle varie circostanze che avrebbero affrontato. L’elaborazione di un “character” è, infatti, un lavoro molto complesso che necessita di tempo e di tante accortezze e che avviene seguendo molti step. Il primo è il disegno della “shape“, ovvero uno schizzo iniziale che rappresenta un personaggio in una certa posizione; in questa fase la figura è ancora tutta nera all’interno, poi avviene uno “sketch” dei lineamenti del viso e del vestito. Successivamente si posiziona il personaggio all’interno della vignetta scelta, si valuta se comunica esattamente l’emozione che si voleva che comunicasse e, infine, si conclude con il “digital painting“, che consiste nel colorare il personaggio con i colori selezionati. Potrebbe sembrare semplice, ma dietro alla scelta di ogni elemento vi è uno studio molto lungo riguardo alla relativa funzione. Giacomo Guccinelli, infatti, alla domanda di una spettatrice riguardo al percorso di studi da affrontare per riuscire a disegnare “characters” efficaci, ha risposto consigliando la lettura non di un manuale preciso, bensì di più libri. Solo studiando le diverse storie dei colori trattate da Pastoureau, “Il trattato di semiologia” di Umberto Eco e altri libri sulla comunicazione visiva, infatti, è possibile riuscire a fare le scelte più funzionali per i disegni dei personaggi e dei paesaggi in un gioco, come anche in un film.

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