15 ottobre 2021, Cronache, Salone del libro 2021

Lo sport europeo non è il calcio, ma la guerra


Gabriele Ziino, Liceo Alfieri e Letizia Capezzuto


Quanto è importante conoscere il passato per poter costruire un futuro di pace? Secondo Javier Cercas, protagonista dell’incontro “L’Europa ancora da scrivere”, la consapevolezza degli errori passati è fondamentale per realizzare e consolidare un’Europa sicura. 

Lo scrittore e docente universitario, che si autodefinisce europeista estremista, ritiene fortemente rivoluzionaria l’idea di un’Europa unita: non è mai successo che Paesi di cultura, lingua e tradizioni differenti, dopo secoli di guerre, abbiano deciso di unirsi tra loro per porre fine ai conflitti e promuovere un equilibrio di pace. 

L’Unione Europea è l’unico progetto politico in grado di preservare tre elementi essenziali: la pace, la democrazia e la prosperità, dunque la buona qualità della vita.

La pace può essere tutelata solo attraverso la lotta contro il nazionalismo, elemento di divisione che non ha mai permesso un’unione tra Stati; non a caso, Cercas sostiene che “dietro il nazionalismo c’è sempre la xenofobia”. 

Il professore ha anche sottolineato la non-irreversibilità della democrazia, che senza Unione Europea sarebbe senza dubbio in pericolo. Il capitalismo, sostenuto da aziende come Amazon e Facebook, ormai influenza gli equilibri politici mondiali attraverso i suoi poteri straordinari, e solo una confederazione tra Stati quale l’UE è in grado di controllarli. 

L’equilibrio di pace europeo non è una condizione ovvia, nonostante sembri scontata per i giovani, nati e cresciuti all’interno di un ambiente pacifico e privo di conflitti. 

“Ho tanta speranza nei giovani perché gli anziani hanno fatto cose orribili”: questo è il messaggio che Cercas ha voluto trasmettere ai ragazzi, sottolineando che la guerra è sempre dietro l’angolo.

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