Un libro tante scuole

L’isola di Arturo tra storia e fantasia


Federico Ceglie


L’isola di Arturo è un romanzo di formazione di Elsa Morante del 1957 e vincitore del Premio Strega.
Il libro è ambientato a Procida negli anni trenta e racconta la storia di Arturo, un ragazzo quattordicenne, orfano di madre morta di parto a soli 17 anni e con un padre che invece e sempre assente. L’unica compagnia di Arturo sono la sua cagnolina e il ragazzo che gli ha fatto da balia da quando era piccolo.

La vita del giovane cambia quando nella sua vita entra Nunziatella, la sua matrigna, quasi coetanea al protagonista e con il quale Arturo instaurerà un rapporto di amore e odio e che, a seguito di una lite tra i due, sfocerà in un allontanamento da parte di Arturo da Procida.

Il finale lascia senza fiato poiché il protagonista, prendendo consapevolezza di sè tramite il suo vecchio balio, riesce a farsi perdonare da Nunziatella che gli fa recapitare i propri orecchini.

Elsa Morante affronta molto bene l’aspetto psicologico del personaggio, infatti il lettore sembra quasi partecipare in maniera attiva all’evoluzione del personaggio affrontando temi come la perdita, l’insicurezza e l’abbandono. Viene affrontato anche il tema sociale con cui la Morante racconta una comunità circondata dalla superstizione e dalle tradizioni.

Si tratta di un libro facilmente leggibile con cui è bello trascorrere il proprio tempo. A volte sembra quasi di assistere ad una serie tv a causa anche del pathos con cui vengono narrati i fatti. Per quanto mi riguarda è un buon libro con cui un lettore alle prime armi puo farsi le ossa.

Ne consiglio la lettura.

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