16 ottobre 2021, Salone del libro 2021

La metà perfetta: quando il digitale ci illude di averla trovata


Emanuela Idotta e Sara Ramello, Liceo Alfieri


Il romanzo La metà fantasma si può identificare come una critica alle concezioni di amore romantico e platonico. Così il giornalista Antonio Pascale ha definito l’ultimo libro di Alan Pauls, tradotto per SUR da Maria Nicola, durante la presentazione del 16 ottobre presso il Salone Internazionale del Libro 2021.

L’interpretazione suggerita dal moderatore ha dato modo all’autore di chiarire il messaggio chiave della sua pubblicazione, con la mediazione della traduttrice Giulia Zavagna. La vicenda narrata  nel romanzo vede come protagonisti Savoy, uomo facoltoso che ama trascorrere le sue giornate a visitare case in affitto, e Carla, house-sitting, ossia curatrice di appartamenti; i due si incontrano e si innamorano. Dal momento che Carla è costretta a viaggiare molto per lavoro, i due proseguono la loro relazione via Skype. Raccontando questa storia d’amore l’autore riesce a far emergere come spesso le relazioni a distanza divengano vere e proprie ossessioni, perché si caratterizzano come una ricerca spasmodica della propria metà perfetta. Qui si inserisce il riferimento alla concezione platonica dell’amore, che porta a una cronica insoddisfazione, perché per sua natura l’esperienza amorosa ha per “difetto costitutivo” quello di non prevedere mai un incastro perfetto. Oltretutto, l’autore evidenzia che il mezzo digitale tende a esasperare le incomprensioni di coppia e rende la comunicazione sfumata.

I personaggi di Alan Pauls assumono un atteggiamento ossessivo anche per il loro gusto, orientato a un’osservazione avida della realtà, mancando pertanto di slancio all’azione.

Questo aspetto offre una rappresentazione concreta di come oggi, in particolare i cosiddetti “nativi digitali”, si approcciano alla realtà: il perpetuo contatto con l’universo social li rende piuttosto abili a captare informazioni, meno a rielaborarle e ad agire di conseguenza.

La riflessione proposta da Pauls non verte soltanto sulle relazioni affettive, bensì anche su quelle che si hanno con gli oggetti. Il mercato digitale impostato dal capitalismo illude infatti le persone di poter acquistare qualsiasi cosa in qualsiasi momento, colmando il loro vuoto esistenziale e procurando loro appagamento.

L’amore vero pertanto si contrappone a questo meccanismo di ricerca incessante della soddisfazione, in quanto l’esatta metà è inesistente e la persona amata non può sostituire la propria individualità.

Il messaggio veicolato dal romanzo dà uno spunto di riflessione molto costruttivo sulla nostra contemporaneità, mettendo in guardia sulla manipolazione che gli strumenti digitali esercitano in ogni rapporto umano.

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