Cronache, Salone del Libro 2023

Il nuovo patrimonio dell’umanità


Arianna Bonfanti e Dario Bugnano I D

Liceo Alfieri - Torino

Che cosa ci aspetta in termini di futuro?” questa è la domanda attorno alla quale si è sviluppato l’incontro Occidente e Futuro, tenutosi oggi 19 maggio 2023 al Salone del Libro con la partecipazione di Luciano Canfora, Maurizio Ferraris e Gabriele Segre.

L’Occidente è stato per millenni il centro di un immaginario collettivo. Tuttavia questa visione è scivolata in spazi d’inconsapevolezza, incapacità di capire chi siamo e dove stiamo andando. Che cosa possiamo diventare tra 100 anni in termini di comunità, identità e cultura?

Non bisogna parlare solo d’Occidente ma è necessario rivolgere il proprio sguardo verso un immaginario collettivo che parli di tutta l’umanità” suggerisce il professor Ferraris, umanità che con il passare degli anni sta andando incontro ad una progressiva trasformazione tecnologica. Quest’ultima ha portato con sé due nuove grandi sfide con le quali bisogna confrontarsi: l’ambiente e la macchina. Il primo problema nasce da un successo evolutivo: con l’aumento delle conoscenze e con lo sviluppo di nuove tecnologie dal Novecento ad oggi l’età media è quasi raddoppiata causando un fenomeno di sovrappopolazione. Il pianeta Terra quindi si trova ad essere abitato da 8 miliardi di esseri umani che hanno un impatto, a livello di inquinamento ambientale, sicuramente maggiore rispetto a quello dei nostri antenati. Perciò adesso l’obiettivo principale dell’umanità non è quello di salvare il pianeta terra e la natura: esistono e persisteranno anche dopo di noi. E’ necessario salvaguardare una condizione ambientale compatibile con la vita umana.

D’altra parte, si pensa che le macchine assumeranno il potere, portando via il lavoro alle persone, provocando la scomparsa dell’homo faber ipsius fortunae, uomo artefice del proprio destino, e l’avvento di un uomo produttore esclusivamente di valori e non di beni.

Ognuno secondo le sue capacità, ognuno secondo i propri bisogni” come dice Ferraris citando Karl Marx e in un mondo di produttori le capacità e il merito diventano centrali. L’umanità è ora produttrice inconsapevole di dati che non sono altro che vite umane trasformate in prodotti. I dati nel futuro non dovrebbero più essere funzionali al profitto di pochi ma divenire un mezzo fruibile da tutti in quanto “patrimonio della nuova umanità”.

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