Cronache, Salone del Libro 2022

Il mondo del lavoro secondo Sarah Jaffe


Elena Lazzari, Francesca Giorgis e Leonardo Locantore, Redazione Alfieri


Al termine della presentazione del suo libro Il lavoro non ti ama, Sarah Jaffe è stata disponibile a rispondere ad alcune nostre domande. Ecco riportata la nostra conversazione:

Pensa che se lavorare non fosse necessario per vivere le persone si dedicherebbero comunque ad una occupazione?

“In realtà la parola “lavoro” che significato avrebbe se nessuno dovesse lavorare per forza? Per cui probabilmente sì: ci sarebbero ancora gli artisti, continueremmo a prenderci cura gli uni degli altri e probabilmente non esisterebbero le aziende che fanno marketing sui social media, però il mondo sarebbe completamente diverso, avremmo un concetto diverso di vita”

Chi spera di raggiungere con questo libro?

“Tutti! Ma ho scritto questo libro sperando che in particolare le persone che credono di dover amare il proprio lavoro e che non hanno un’alternativa, leggendolo, si ritrovino in ciò che dico e vi trovino degli spunti di ragionamento, per capire cosa fare in questa situazione”

Come pensa che si potrebbe applicare il ragionamento che ha espresso in merito al lavoro negli ambiti scolastico e universitario?

Ho dedicato un intero capitolo del libro a questo argomento, in particolare alla questione degli stage, quindi al lavoro che ci si aspetta che i ragazz* facciano per formarsi e prepararsi al mondo del lavoro. È un’aspettativa che abbiamo fin da giovani ed è questo il momento in cui bisogna iniziare a pensarci; a riguardo nel libro parlo di alcuni studenti universitari, 35mila per l’esattezza, che si sono rifiutati di partecipare a degli stage non retribuiti, obbligatori per terminare gli studi ma che sono ingiusti.”

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