L'Europa ancora da scrivere

L’Europa ancora da scrivere


Nome degli autori o della classe: IV D bsn I.I.S. "Galileo Galilei" Jesi


1° - UN'EUROPA AD UNA VELOCITÀ

Tutti i Paesi europei devono avere lo stesso peso e si auspica una uguaglianza non solo formale, ma anche sostanziale di tutti i Paesi dell’UE.
Spesso i Paesi dell’UE sono chiamati a votare su decisioni prese dagli Stati economicamente più forti dell’Unione e gli altri sono interpellati solo al momento della votazione delle proposte.
Affinché tutti i cittadini di tutti i Paesi dell’UE si sentano veramente europeisti, è necessaria una maggiore partecipazione degli Stati in tutte le fasi della vita europea, poiché cittadini di alcuni paesi europei si sentono ai margini dell’UE e ritengono che le loro idee non siano adeguatamente vagliate dagli organi competenti dell’UE.

2° - PER UNA COORDINAZIONE DELLE SANITÀ NAZIONALI

Nel caso di emergenze, come di recente è accaduto, l’Europa deve saper coordinare le sanità dei singoli Paesi europei in modo da far fronte in egual misura alle necessità sanitarie che si possono verificare in qualsiasi parte dell’UE ed evitare che ogni Paese proceda indipendentemente dalle decisioni prese dall’Unione e possa così garantire a tutti i cittadini europei l’assistenza necessaria e la somministrazione di eventuali medicine con eguale possibilità per tutti.
Per questo motivo è fondamentale incentivare la ricerca scientifica e medica per trovare delle soluzioni più efficaci alle problematiche sanitarie che si potrebbero riproporre e rendere l’UE indipendente dalle sanità degli altri continenti.

3° - PER UN'EUROPA VERAMENTE DEMOCRATICA E PALADINA DEI DIRITTI UMANI

I valori fondanti dell’Europa si devono basare su un sistema democratico vigente in ogni singolo stato, in cui non venga effettuato nessun tipo di discriminazione, ma dove tutti gli esseri umani godano degli stessi diritti inviolabili, e anzi, punire coloro che effettuano suddette discriminazioni, tutelando queste minoranze non solo con delle leggi apposite, ma anche diminuendo gli incentivi economici concessi dall’UE ai Paesi discriminanti.
Infatti anche in Europa si effettuano discriminazioni in base al sesso, alla religione, all’orientamento sessuale e ad altre particolari condizioni.

4° - PER UN'EUROPA INCLUSIVA

L’Europa deve saper accogliere gli immigrati in maniera dignitosa. Il primo passo verso un’Europa inclusiva è una miglior gestione della distribuzione degli immigrati in tutti gli Stati europei. In secondo luogo, bisognerebbe edificare strutture idonee con persone specializzate nel campo, per il reinserimento dei nuovi arrivati in una nuova società. Riuscendo a restituire una vita dignitosa alle persone che arrivano nei nostri Paesi, si andrà sicuramente a ridurre in tal modo il tasso di criminalità. È impensabile che in un’Europa fondata sui valori della collaborazione e della solidarietà ci siano Paesi che possano rifiutarsi di accogliere, di integrare e di supportare i bisogni reali di chi viene da un altro continente alla ricerca di un’esistenza degna di essere vissuta.

5° - PER UN'EUROPA GIOVANE

Per rinnovare l’Europa è necessario svecchiare la classe politica che la governa e proporre un’età massima di quarant’anni per poter accedere alle istituzione dell’Unione Europea. La presenza di una classe dirigente europea giovane sarebbe propositiva di nuovi progetti per superare gli steccati tradizionali della politica, coinvolgendo ancor di più le giovani generazioni che spesso non sentono l’UE particolarmente vicina.
Per questo sarebbe opportuno che anche i giovani di tutti i Paesi membri dell’UE potessero partecipare alle decisioni più importanti attraverso il voto, ma anche inviare nuovi progetti di partecipazione politica che potrebbero migliorare i rapporti tra le istituzioni dell’UE e le giovani generazioni.

6° - EUROPA: UN ORGANISMO SOVRANAZIONALE FORTE

L’Europa deve perseguire delle finalità valoriali, commerciali e politiche che possano consentirle di intraprendere una politica tutta europea mantenendo un dialogo costante con i Paesi degli altri continenti, perseguendo tuttavia un’autonomia politica e un’indipendenza che la renderebbero veramente forte senza escludere nessun potenziale partner indipendentemente dalle politiche condotte dai Paesi più forti.

7° - UN'UNICA POLITICA ESTERA PER L'EUROPA

In politica estera i Paesi europei spesse volte perseguono delle finalità nazionali, senza tenere presente il quadro politico degli altri Paesi dell’UE. Specialmente quando cittadini europei si trovano in grande pericolo per la propria integrità fisica e psicologica, i Paesi europei devono compattarsi tutti per esercitare una forte pressione politica su quegli Stati esteri che trattengono ingiustamente o giustamente cittadini europei che potrebbero essere giudicati da un tribunale europeo dopo l’avvenuta estradizione.

8° - UN'EUROPA SEMPRE PIÙ EUROPA

I giovani europei avvertono sempre di più la necessità di conoscere bene l’Europa e richiedono un’intensificazione degli scambi culturali, già promossi dal progetto Erasmus, ma ulteriormente rimpinguati con maggiori garanzie presso i Paesi europei accoglienti.
Ma poichè l’Europa non può essere un’istituzione isolata dal resto del mondo, essa deve promuovere anche viaggi verso Stati non europei per poter gettare le basi per un mondo di pace e di solidarietà: esportare i valori europei senza imporli.

9° - EUROPA: UNA POLITICA ALIMENTARE PER TUTTI

A volte l’Europa paga i coltivatori per distruggere il frutto del loro lavoro. La sostenibilità alimentare sostenuta dall’Agenda 2030, ha come scopo quello di eliminare la povertà. Non si può distruggere il cibo quando nel mondo ci sono tante popolazioni che muoiono di fame. Quindi l’UE deve promuovere una politica alimentare solidale nei confronti di quelle fasce sociali disagiate che ancora esistono in Europa, anche nei confronti delle popolazioni indigenti degli altri continenti, considerandole destinatarie degli alimenti che a vario titolo non possono essere venduti all’interno della Comunità europea.
Per poter raggiungere più facilmente questi obiettivi è necessaria una paritaria legislazione alimentare in Europa, che possa garantire una conservazione dei cibi uguale per tutti gli Stati europei, più facilmente esportabili anche all’estero.

10° - PER UN'EUROPA DEI LAVORATORI

In alcuni Paesi europei vige una legislazione sociale che supporta chi perde il lavoro o persone che versano in particolari difficoltà economiche.
L’Europa deve coinvolgere tutti i Paesi membri dell’UE al fine di adottare simili provvedimenti in qualsiasi parte del continente, promuovendo incentivi per quegli Stati che realmente provvedono al sostentamento dei cittadini bisognosi, aiutandoli nella reintegrazione nel mercato del lavoro con attività anche di formazione adeguatamente retribuite alle esigenze del singolo lavoratore.
In tal senso la garanzia sul posto del lavoro è una condizione primaria per l’integrità e la sicurezza dei lavoratori, per i quali l’UE deve continuare ad emanare leggi e renderle attuative in ogni Paese europeo.
Ogni cittadino, che abbia ottenuto un posto di lavoro, è un uomo strappato alla criminalità.

L’Europa ancora da scrivere secondo gli studenti e le studentesse della IV D bsn dell’Istituto Superiore Galileo Galilei di Jesi (AN)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *