In evidenza, L'Europa ancora da scrivere

Abbiamo un sogno: si chiama Europa


Classe 1ª B Scientifico dell'Istituto di istruzione Leonardo da Vinci di Lanusei


1° - Sviluppo e tutela dell’ambiente e dei suoi abitanti: un’armonia possibile

La natura e l’ambiente sono la nostra casa, la nostra stessa vita e non può esserci sviluppo che non sia rispettoso della natura e dei suoi equilibri. Desideriamo che l’Europa si impegni moltissimo in futuro per preservare la bellezza del paesaggio e la salubrità della terra che coltiviamo e dei cui prodotti ci nutriamo, del mare che amiamo e dell’aria che respiriamo. Questo è vitale per gli esseri umani e per la sopravvivenza delle altre specie animali e vegetali.

L’Europa si impegna a promuovere la riduzione del consumo del suolo, limitando la costruzione di nuove abitazioni e favorendo la ristrutturazione degli edifici già esistenti; incentivare l’utilizzo di energie rinnovabili, installare punti di ricarica per auto e bici elettriche per evitare l’utilizzo di mezzi inquinanti, ridurre le emissioni di gas e altre sostanze inquinanti, favorire l’utilizzo di materiali di origine locale e biodegradabili.

2° - Il futuro è nella ricerca

La ricerca scientifica e tecnologica sono la via per lo sviluppo sostenibile e per migliorare le condizioni di vita. Purtroppo in Europa oggi non si fa ancora abbastanza per promuovere questo settore; inoltre sono presenti importanti squilibri nel panorama della ricerca scientifica dei vari paesi che minacciano il futuro stesso dell’Europa.

Occorre investire risorse e competenze per rafforzare la ricerca e promuovere a livello europeo centri di eccellenza che rappresentino un punto di riferimento nei diversi ambiti per coordinare e sostenere le azioni dei vari paesi.

Vorremmo un’Europa in cui più persone siano impiegate nei settori dell’innovazione e della ricerca, per sviluppare prodotti e tecnologie sempre più all’avanguardia ed ecosostenibili. Sogniamo un’Europa che promuova la cooperazione internazionale nel campo della ricerca, incentivi la formazione e affronti le sfide mondiali di innovazione nel settore delle nuove tecnologie anche in ambito medico.

3° - L’Europa è un paese per giovani

I ragazzi e i giovani sono l’Europa del domani: rappresentano la speranza in una trasformazione delle prospettive che determini un cambiamento profondo della società.

Oggi troppo spesso i giovani hanno paura del futuro e di ciò che li aspetta, dei conflitti sociali causati dai diversi pensieri e ideali, spesso della mancanza di prospettive.

L’Europa persegue l’obiettivo di creare opportunità per le giovani generazioni, per aiutarle a raggiungere obiettivi comuni quali la consapevolezza del loro ruolo all’interno della società, l’indipendenza economica e l’autonomia di pensiero.

Un ruolo fondamentale per perseguire questo obiettivo è svolto dalla scuola, dall’infanzia ai percorsi post universitari. Occorre investire nel miglioramento della qualità dell’istruzione e rendere effettiva in tutta Europa la spendibilità del titolo di studio conseguito in uno qualsiasi degli stati membri per agevolare la mobilità e gli scambi.

4° - La povertà di tanti è la sconfitta di tutti: sconfiggiamo la povertà

Nei Paesi dell’Unione europea il 5,6% della popolazione vive in una condizione di grave povertà. L’Italia è tra i primi Paesi in Europa ad avere un alto tasso di cittadini che vivono in condizioni di miseria. Questo fenomeno in questi ultimi anni è aumentato a causa della pandemia. I lati negativi della povertà sono numerosi, ma la fame e le condizioni di salute precarie sono indubbiamente i più evidenti. A questi aspetti se ne associano altri come l’analfabetismo, legato al fatto di non avere la possibilità di studiare, le violenze domestiche e l’emarginazione.

Nell’Europa che vorrei ci dovrebbero essere meno disuguaglianze sociali. L’Unione Europea dovrebbe promuovere campagne che facciano in modo che la distribuzione e l’accesso alle risorse siano equi. Inoltre dovrebbe fare dei progetti che promuovano i piccoli imprenditori, limitando l’influenza delle multinazionali. Infine l’Europa potrebbe stanziare fondi da donare alle organizzazioni che cercano di arginare questo problema.

5° - Eredi di Nausicaa: l’Europa che accoglie

Il tema dell’immigrazione è un problema (o un’opportunità) molto attuale che fa molto discutere, in Europa il tema purtroppo non viene trattato ancora con il giusto riguardo, mancano delle politiche e degli obbiettivi comuni per i controlli, l’accoglienza, l’integrazione, le responsabilità del singolo paese, la valorizzazione del fenomeno visto come un’opportunità di crescita culturale ed economica, e la sensibilizzazione dei cittadini europei sulla diversità etnica; questo per un Europa più aperta e che sappia accogliere l’innovazione e la diversità con la giusta regolarizzazione e la capacità di ricavare il meglio da esse. L’Europa che vorremo dovrebbe applicare controlli efficienti, con pratiche semplici ma sicure; dovrebbe imporre leggi comuni sul trattamento del fenomeno in ogni sua sfaccettatura, in modo che ogni paese non faccia per conto proprio a volte ignorando i diritti umani, e scaricando l’accoglienza sugli altri Paesi europei; dovrebbe garantire accoglienza e integrazione a chiunque arrivi sul territorio europeo, offrendo istruzione, possibilità di lavoro, e centri attrezzati, nel rispetto della dignità e dei diritti umani, dove i migranti possano soggiornare fino a quando non avranno una sistemazione migliore; l’Europa dovrebbe pensare agevolazioni per chi all’arrivo si trovasse (come quasi sempre accade) in una situazione di minori possibilità, incentivando e investendo su accoglienza e integrazione, anche attraverso la cultura.

6° - Più diritti, più Europa

Sul piano dei diritti e della tutela delle minoranze l’Europa è divisa, molti paesi sono indietro di decenni rispetto ad altri, i diritti non sono garantiti a tutti nello stesso modo in tutta Europa, e le minoranze non sono tutelate e rispettate ovunque nel territorio europeo: spesso sono minacciate infatti dall’ignoranza, e la poca sensibilizzazione e il lucro a scopo politico ne sono complici. Sogniamo un Europa nella quale a tutti siano garantiti gli stessi diritti indipendentemente dall’appartenenza o no a una minoranza. Le minoranze si tutelano a partire dall’informazione, a livello europeo andrebbero organizzati eventi per informare e far conoscere minoranze e diversità presenti sul territorio europeo; sulla carta dei diritti fondamentali dell’uomo andrebbero aggiunti nuovi punti che mirino alla tutela delle minoranze e ai diritti per tutti; sull’intero territorio europeo dovrebbero valere le stesse leggi, per garantire lo stesso trattamento a tutti su tutto il territorio dell’Unione Europea, appianando le differenze tra uno stato e l’altro.

7° - Europa: una sola voce nel dialogo con il resto del mondo

La politica estera è un aspetto cruciale per fare dell’Unione Europea una realtà più influente a livello internazionale che possa far sentire la sua voce e costruire un mondo migliore. L’Europa in ambito di politica estera preserva la pace, rafforza la sicurezza internazionale, promuove la collaborazione internazionale, sviluppa e consolida la democrazia, lo stato di diritto e il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Per fare questo occorre costruire una politica estera comune, superando le divisioni e orientamenti spesso molto differenti dei vari stati.

8° - Lavoro in sicurezza per tutti

Il lavoro è ciò che permette alle persone di vivere. Non tutti però hanno la fortuna di trovarne uno.  Questo è un problema molto diffuso, infatti, in Europa, il tasso di disoccupazione rispetto ai dati del 2019 è in aumento e ha subito un’accelerazione a causa della pandemia. Da una parte, per i giovani, è difficile trovare un impiego coerente con le proprie competenze e il proprio livello di istruzione (è allarmante il fenomeno della fuga dei cervelli), dall’altra sempre più spesso i lavoratori perdono la loro occupazione e non riescono a ricollocarsi nel mercato del lavoro. Inoltre in moltissimi casi il lavoro non è remunerato equamente o non sono garantite le giuste tutele a tutti.

Un altro volto della questione è la sicurezza sul lavoro perché sono ancora tanti gli incidenti, spesso mortali, sul luogo di lavoro.

L’Europa che vorrei favorisce l’inserimento lavorativo delle persone, valorizzandone le competenze e curandone la formazione continua. Garantisce inoltre la salubrità e sicurezza sui luoghi di lavoro e attua politiche condivise per la tutela e la giusta remunerazione dei lavoratori.

9° - L’Europa tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale

L’Europa possiede un immenso patrimonio culturale. La nostra storia, l’arte, la straordinaria varietà di tradizioni e usanze rappresentano una ricchezza che deve essere conservata e valorizzata. Tutto questo è la nostra identità, siamo noi.

Occorre investire per evitare il degrado di tale patrimonio e assicurarne la fruizione a tutti, sensibilizzare al rispetto delle opere artistiche di cui le vie delle nostre città, i musei e i siti archeologici sono ricchi.

10° - L’Europa promuove la corretta comunicazione

L’hate speech e le fake news sono due fenomeni sempre più diffusi nella comunicazione in rete che rappresentano una grave minaccia per la democrazia e influenzano in modo dannoso la società.

Nell’Europa che vorrei l’hate-speech e la diffusione di fake news, una volta individuati, andrebbero sanzionati e puniti attraverso delle leggi apposite. I social dovrebbero avere delle linee guida che proibiscano la pubblicazione di tali contenuti già in partenza. Dovrebbero essere programmate delle campagne di sensibilizzazione per una corretta comunicazione ed informazione.

Siamo gli studenti della 1^B Scientifico di Lanusei (7 ragazze e 11 ragazzi) e abbiamo lavorato al progetto “L’Europa ancora da scrivere” nell’ambito del percorso di Educazione civica.

Dopo aver studiato il lungo cammino che ha portato all’Europa Unita e le istituzioni dell’Unione Europea, abbiamo pensato, insieme con la nostra insegnante di Storia e Geografia, di aderire al progetto. Abbiamo potuto così approfondire la nostra conoscenza dell’Europa e riflettere su quanta strada ci sia ancora da fare per renderla quella casa comune sognata da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi. Abbiamo così attinto informazioni dai documenti messi a disposizione dal Salone del Libro (in particolare i video della rubrica Le parole per capire l’Europa) e fatto tesoro degli incontri con Carlo Greppi e Abdullahi Ahmed e con Mario Calabresi.

Per la redazione del decalogo abbiamo lavorato per piccoli gruppi ciascuno dei quali ha studiato una o due questioni rilevanti per l’Europa del futuro e redatto il punto relativo del decalogo.

Abbiamo cercato di disegnare l’Europa che ancora non c’è o c’è solo in parte o nelle dichiarazioni di intenti: un’Europa più vicina a ciascuno, inclusiva che non lascia indietro nessuno e che punta a uno sviluppo armonioso e rispettoso della natura, possibile grazie alla ricerca scientifica.

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