Staffetta Dantesca

Il canto XV dell’Inferno e una mia riflessione


Nome degli autori o della classe: Gaia Di Netto, 3A


Cantica

Inferno

Canto

XV

Perché è importante leggere questo canto ancora oggi?

La profezia di Brunetto Latini e il suo colloquio con Dante sono al centro dell’attenzione in questo canto. Il maestro afferma che se Dante seguirà la sua stella, nulla lo fermerà in ambito letterario, nonostante i Fiorentini (sia i Bianchi che i Neri) reputeranno Dante una figura maligna. Tuttavia, dovranno tenere per loro questo odio e lasciare in pace Dante e quelli come lui, nati buoni tra i cattivi. Infine, il poeta, presa coscienza della profezia, decide che la spiegazione di quest’ultima spetterà a Beatrice, una volta raggiunta. Dante si rende inoltre conto che Brunetto non era stato il primo a prevedere la sua sorte e allora Virgilio gli dice che solo chi prende nota di ciò che gli è stato detto è un buon ascoltatore.

Ciò che mi ha colpito della pena dei sodomiti è stato il fiume; noi, ai giorni d’oggi, consideriamo l’acqua la fonte della vita, ma quel fiume non era di acqua, bensì di sangue. Tuttavia mi chiedo: l’essere umano è fatto di sangue, che scorre nelle nostre vene grazie agli impulsi cardiaci. Quindi, come può essere parte di una punizione infernale ciò che ci costituisce? Era scopo di Dante farci intuire che il fatto di essere umani è peccato oppure solo essere umani e andare contro la volontà divina? Alla fine, anche gli omosessuali sono esseri umani. Approfitto del mio dilemma per collegarmi all’attualità: oggi l’omofobia è diventato un problema o, per meglio dire, lo è sempre stato. Forse attualmente si ha un livello di tolleranza più elevato che un tempo; basti pensare al periodo nazista/fascista, dove gli omosessuali erano perseguitati tanto quanto gli ebrei. Nonostante questo, si verificano ancora molti eventi spiacevoli di violenza, occasionali o meno. A volte sento dire dalle persone: “non sono omofobo/a, ma quelli non dovrebbero baciarsi davanti a tutti, ci sono dei bambini” oppure “non sono omofobo/a, ma due persone dello stesso sesso insieme…”. Ecco, siamo giunti al problema: c’è sempre quel “ma” di mezzo che influisce negativamente sulla scelta di vita di altre persone. Allora mi chiedo nuovamente: perchè Dante ha scelto di mettere proprio nell’Inferno gli omosessuali? Una risposta concreta c’è: per la violenza contro il divino. E allora chi mi dice che quelle persone non siano state sempre buone nella loro vita e che per amore abbiano scelto un’altra strada? Al momento, vedo Dante non nel torto, ma neanche nella piena ragione; lo vedo un po’ come quelle persone che giudicano senza sapere le scelte di vita di altre persone che appunto neanche conoscono.

Ovviamente questo è il mio punto di vista, la mia interpretazione, magari non corretta. Ci sono sicuramente dei punti più sensibili, astratti, nella mia riflessione e altri invece concreti; nonostante questo mi piace ogni volta pensare a una mia interpretazione di come Dante abbia ragionato per mettere in quel posto quei dannati e dar loro quella precisa pena.

Detto questo, complessivamente il canto è stato semplice da leggere e capire, parafrasandone alcune parti.

 

Una terzina, o dei versi di Dante da conservare

La tua fortuna tanto onor ti serba,                                 

che l’una parte e l’altra avranno fame 

di te; ma lungi fia dal becco l’erba

(Inf. XV, la profezia di Brunetto)

La profezia di Brunetto Latini e il suo colloquio con Dante sono al centro dell’attenzione in questo canto. Il maestro afferma che se Dante seguirà la sua stella, nulla lo fermerà in ambito letterario, nonostante i Fiorentini (sia i Bianchi che i Neri) reputeranno Dante una figura maligna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *