Oggi al Festival di Internazionale di Ferrara si è svolto un incontro riguardo all’economia femminista tenuto da Sheba Tejani, ricercatrice del King’s college di Londra, e Marcella Corsi, una delle fondatrici della rivista online “ingenere.it”. Per le due professoresse, l’economia femminista è considerata come una lente analitica per osservare le dinamiche di potere e una base etica per cambiare il mondo. In particolare, si sono occupate della crisi della democrazia, della rivoluzione digitale e degli effetti che queste hanno avuto sul rapporto fra donne e lavoro. A causa dell’evoluzione digitale, il potere si concentra nelle mani di pochi uomini di destra, che investono circa 1 trilione di dollari nell’intelligenza artificiale. Uno degli effetti che ne conseguono è la disuguaglianza sociale: infatti è stato osservato che lavorano molte meno donne negli ambiti STEM e che il genere femminile si concentra in particolare nei settori manifatturieri come quello tessile, poiché la figura femminile all’interno del mondo lavorativo viene associata dalla tradizione al benessere familiare. In alternativa le donne possono impegnarsi in ambiti amministrativi, che molto probabilmente in futuro verranno rimpiazzati dall’intelligenza artificiale.
Le due ospiti hanno affrontato anche il tema della crisi delle democrazie, che invece dipende secondo loro, in parte, dal nostro modello economico, definito come globalizzato e incapace di ridurre le disuguaglianze. Ciò comporta la crescita dei movimenti di destra, intrinsecamente sessisti e misogini che, per recuperare il modello tradizionale, perso a causa dello sviluppo economico, mirano a ristabilire la gerarchia familiare.
Per concludere, le due studiose hanno promosso come strategia per il futuro, necessaria per ridurre le disuguaglianze di genere, una maggiore partecipazione politica da parte delle donne, che devono trovare il coraggio di unirsi e affrontare le sfide del presente.