Cronache, Pordenonelegge 2023

Aristotele e il cambiamento


Rebecca Tolot, Lara Zimmermann

Liceo scientifico M.Grigoletti - Pordenone

Nella giornata del 14 settembre 2023 presso il teatro Verdi di Pordenone si è svolta la conferenza di Annalisa Ambrosio, autrice del libro “Lo spazio tra le cose. Aristotele e la felicità del cambiamento”. Essendo la prima presentazione di questo romanzo, il quale fa parte della collana “Le Tessere” di Treccanilibri, in cui dei frammenti del sapere usati per scopi scolastici vengono reinterpretati in chiave più moderna, la scrittrice ha iniziato facendo delle premesse,  per poi procedere con la spiegazione di diversi concetti riguardanti il proprio saggio. Ha sviluppato l’incontro ponendo al pubblico tre domande interconnesse tra loro partendo dalla più basilare, cioè “Com’è possibile il movimento?”. Per rispondere a questa domanda si è collegata alla filosofia di Parmenide, confrontandola successivamente con quella di Aristotele ed evidenziando che quest’ultima si concentra più sull’osservazione e la considerazione dei sensi. In seguito, è passata al secondo punto, “Com’è possibile che l’essere si muova?”. In questo caso, Annalisa Ambrosio si è avvicinata al concetto di metafisica, come filosofia postuma alla fisica di Aristotele e, introducendo innanzitutto il concetto del divenire, per poi continuare con la coppia potenza-atto e infine riassumendo il tutto dicendo che “siamo tutto quello che diventeremo e che siamo stati” e che “tutte le possibilità sono già dentro di noi”. Come conclusione ha posto la questione principale affrontata nel libro “Com’è fatto lo spazio tra le cose?”, chiarendo il fatto che esso non sia vuoto e che il progresso è un processo continuativo, infatti il nostro stato attuale non è definitivo, ma sempre soggetto al cambiamento. Questa visione del mondo è sicuramente più complessa, ma pone delle buone basi per l’uomo di oggigiorno di poter vivere con più leggerezza e senza continue pressioni sul proprio essere. Per congedarsi ha lasciato un “esercizio” alla platea, “Provate a pensare alle persone, agli oggetti e alle cose che ci circondano non come blocchi di marmo, ma come delle materie assolutamente cangianti di possibilità”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *