Adotta uno scrittore 2022

Paura


Studente ristretto - Casa di reclusione Morandi Saluzzo


Ho letto i tuoi due romanzi, Jonathan, e ne ho colto il tema della paura. La paura ti ha accompagnato sin dall’infanzia: dalla paura di parlare perchè balbuziente, alla paura per le violenze subite per strada, alla paura per la febbre costante che ti ha gettato in un baratro facendoti temere di essere prossimo alla morte… La tua paura costante è di non valere niente e di non trovare l’amore.

Ho colto il tema della paura, come dicevo, perchè  è il sentimento che mi ha fatto sentire più vicino a ciò che leggevo.

La paura ci accompagna sempre, in tutto ciò che facciamo, anche nelle cose meno drammatiche, come dover sostenere  un esame di stato o dover tirare un calcio di rigore e avere -appunto- paura di sbagliarlo. La paura fa parte di noi e della nostra vita, ma, come dice Jonathan in un passaggio del suo primo romanzo, “ la paura non è solo qualcosa di brutto”. Essa, a mio avviso, viene per insegnarci qualcosa:  ci spinge infatti  ad avere coraggio. Nel tuo caso, Jonathan, la paura ti ha spinto a  metterti nudo di fronte al mondo, ai parenti e agli amici, ai lettori…e scrivere ti è servito per liberarti, per vincere almeno un po’ la paura.

Anche io ho paura… a volte, temo di essere giudicato male per le cose che penso e che ho il coraggio di dire, e appunto per questo a volte il coraggio mi manca e preferisco starmene zitto e in disparte. Altre volte, però, mi è capitato di sentirmi ancora più a disagio, proprio perchè non volevo parlare:  mi giudicavo  un codardo e dicevo a me stesso “ se non ho il coraggio di esprimermi, se non ho il coraggio di dire ciò che penso, allora nella vita non concluderò mai niente di buono”. Mi sento vicino a te, Jonathan, perchè quando scrivo mi sento libero, non libero nel senso di fuori dal carcere, ma libero dai pregiudizi, da quelli che ho verso gli altri. Anche da quelli che ho nei confronti di me stesso.

 

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