“Non esiste una famiglia tradizionale, ogni nucleo familiare è diverso e possiede migliaia di sfaccettature differenti’.
Nicola Lagioia torna, dopo 6 anni, a intingere la penna: Santa Barbara, edito da Einaudi, è il nome del suo nuovo libro in uscita.
In una Capurso della prima metà del ‘900, Nunzia Battista è una giovane donna mossa dal desiderio di riscatto e ricchezza; la famiglia Battista è povera, poverissima, la loro vita si basa su un’economia di sussistenza. Nunzia sogna, sogna e ancora sogna di diventare ricca. Lì, nel cuore della Puglia, è l’agricoltura a muovere le giornate. Il tempo passa, il prima diventa un flebile ricordo, il futuro una solida speranza. Solo quando il sole, una sera, tramonta sulle gravine, la giovane donna vede il suo destino. Tradimenti, figli, amori, paure, ambizioni, illusioni e altri sogni…forse l’unico modo per allontanarsi da questo mondo è Santa Barbara, l’unica disposta ad ascoltare le sue preghiere e a, bonariamente, esaudire i desideri più profondi.
“Non esiste una famiglia tradizionale, ogni nucleo familiare è diverso e possiede migliaia di sfaccettature differenti’, così Nicola Lagioia accompagna il pubblico all’interno di Santa Barbara.
- A 6 anni di distanza da La città dei vivi, lo scrittore decide di ritornare a casa sua, in Puglia. I ricordi riaffiorano, la foto della nonna centenaria ricompare in testa:”Mia nonna è morta a 107 anni, devo ammettere che ne conservo un dolce ricordo. Nell’ultimo periodo della sua vita, ho avuto un legame speciale con lei, perché andavo sempre sul “sito dei centenari” per vedere se fosse nella classifica delle persone più vecchie d’Italia (ride, ndr)”. Classe 1973, Lagioia riporta alla luce una generazione scomparsa, i sopravvissuti alle due guerre:”Ogni domenica, vedevo le signore, anziane, muovere assiduamente le dita per fare le orecchiette. Mentre facevano la pasta, raccontavano storie, quindi io non potevo far altro che ascoltare. È nata così la mia passione per la scrittura, avevo (e ho) bisogno di raccontare storie, di salvare le storie che possono essere facilmente dimenticate”, continua Lagioia. L’ultima delle sue storie, però ha rappresentato qualcosa di molto più importante di un semplice racconto:”Durante la stesura di Santa Barbara, ho avuto la possibilità di ‘comunicare’ con chi non parla più e chi deve ancora parlare. Sono venute a mancare molte persone importanti, negli ultimi sei anni, ma sono diventato contemporaneamente papà: il libro dedicato a tutti loro”.