3 ottobre 2026, Cronache, Internazionale Ferrara 2026

Il diritto internazionale è carta straccia?


Swami Secchieri- Bianca Festini Purlan

Liceo Ariosto-Liceo Alfieri - Ferrara-Torino

“Il diritto internazionale è carta straccia?”: un’analisi del diritto internazionale, dei suoi limiti e del suo ruolo nei conflitti contemporanei. La domanda del titolo è indubbiamente provocatoria e la sua risposta è un no categorico.

 

Infatti, oggi, 3 ottobre, a Palazzo Naselli Crispi, il festival Internazionale di Ferrara ha ospitato l’incontro con Micaela Frulli, giurista e professoressa di diritto internazionale all’Università di Firenze, autrice di “Il diritto Internazionale è carta straccia” (Laterza, 2026), e Gian Paolo Accardo, giornalista e direttore del sito di informazione europeo multilingue VoxEurop.

 

La struttura e il funzionamento del diritto internazionale, secondo i due esperti, si basano sulla relazione e sull’accordo degli Stati che vi aderiscono e quindi sul governo di questi.

Per questo è necessario che non si applichi la primitiva legge del più forte, a differenza di quella odierna, basata su l’equità, che abbiamo conquistato e alla quale continueremo a mirare, e sulla diplomazia, nella quale gli Stati devono investire maggiormente perché è uno strumento importante.

In seguito Micaela Frulli ha spiegato come il tribunale di giustizia, secondo lei, non ha abbastanza libertà di azione e per questo alle volte a noi risulta poco utile e funzionale, ma ciò non vuol dire che non ci debba essere, piuttosto che vada riformato.

 

In seguito si è parlato di come questo diritto sia fondamentale, nonostante si pensi che non sia così, da una parte per gli aspetti della vita quotidiana, dall’altra per aspetti che appaiono più lontani dalla nostra realtà privata.

Come mai non c’è interesse a difendere i nostri stessi diritti fondamentali?

Spesso li diamo per scontati, ma basta guardare alcuni paesi del  mondo per rendersi conto di quanto possa diventare critica e retrograda la situazione.

L’invito è quindi quello di essere informati e agire attivamente per la tutela di questi diritti, che come dice l’autrice sono espressioni della politica, prima che sia troppo tardi.

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