Adottare significa prendersi cura di qualcuno e, soprattutto, accogliere quella persona nella propria vita. Proprio questo è lo spirito dell’iniziativa “Adotta uno scrittore, una scrittrice 2026”, promossa dal Salone: autrici e autori entrano nelle vite di studentesse e studenti, con l’intento di stabilire legami e, se è vero che il lettore sta in tutti gli spazi bianchi di un libro, riempire quegli spazi, instaurando un dialogo che va oltre le parole scritte.
Adotta uno scrittore, una scrittrice 2026 prevede tre incontri, occasioni di confronto, scambio di idee e opinioni. In questo modo leggere un libro diventa un’esperienza diversa, un momento di coinvolgimento in cui la lettura è uno spunto di riflessioni e interrogativi sul proprio futuro.
Il progetto è dedicato ai giovani e il suo obiettivo è portare la letteratura nelle scuole, nelle strutture detentive, ma anche all’estero. Quest’anno, infatti, all’ultimo appuntamento, che terminava il percorso di “adozione”, era presente una piccola rappresentanza dell’Istituto Statale Omnicomprensivo Galileo Galilei di Addis Abeba (Etiopia).
Insieme a loro, molte altre classi con gli scrittori e le scrittrici hanno descritto l’esperienza e lasciato la loro testimonianza.
Con un istituto di Alessandria, Vittorio Lingiardi ha riflettuto sul valore del sogno, che si è dimostrato essere un tema inesauribile, universale e declinabile in molti modi. In particolare all’interno di un carcere, uno spazio pensato per la restrizione e la privazione della libertà, “sognare unisce e libera”.
Licia Troisi ha accompagnato il progetto nella casa di reclusione di Alghero e ha espresso il suo stupore per l’approccio dei detenuti: ci si aspettava che fossero distanti e restii e invece hanno partecipato e collaborato attivamente, segno del loro bisogno di riscatto e di luce dopo il buio. Dopotutto “Tutti meritano la possibilità di rivedere le stelle” ricorda Licia.
Infine interviene “Kento”, che racconta la sua particolare esperienza dentro l’Istituto Penale Minorile Ferrante Aporti. Il rapper tiene a precisare che, nonostante il tema del Salone sia Il mondo salvato dai ragazzini, gli adulti non sono stati abbastanza capaci di salvare i ragazzini dal mondo.
Questa è la breve intervista che gli abbiamo fatto: