Nathacha Appanah, vincitrice del Prix Goncourt des Lycéens 2025, del Prix Femina 2025, del Prix Renaudot des Lycéens e finalista al Premio Strega Europeo, oggi ha presentato il suo nuovo libro La notte nel cuore. In questo racconto l’autrice non descrive una storia qualunque, ma mette a nudo la propria anima intrecciandola a quella di altre due donne. Tre vite che non hanno nulla in comune, se non la decisione di denunciare i propri compagni. Uomini accecati da una gelosia e da un possesso incontrollabili, arrivati a tentare e a riuscire nell’omicidio per un’unica colpa delle vittime: l’avere pensato a se stesse.
L’unica sopravvissuta è proprio la scrittrice. Ha scelto di farsi testimone, di conservare il dolore dei ricordi per raccontare le oscenità subite da lei, da sua cugina e da Chahinez Daoud, vittima del tragico caso Mérignac del marzo 2021. Un femminicidio di una crudeltà inaudita, in cui una donna è stata bruciata viva per strada, sollevando un immenso scalpore in tutta Francia per via dei colossali fallimenti dello Stato nel proteggere chi denuncia. È stata proprio questa ferita aperta a risvegliare nell’autrice il bisogno di parlare.
La risposta a questo racconto è stata incredibile, specialmente da parte delle nuove generazioni. I giovani hanno “guardato in faccia la realtà, perché queste sono situazioni che vivono e conoscono”, molti ragazzi e ragazze si sono immedesimati a tal punto da superare ogni barriera di genere, dichiarando di essersi sentiti sia uomo che donna durante la lettura, uniti nelle stesse emozioni, colpiti dalla medesima realtà.
L’opera, infatti, scava a fondo queste dinamiche attraverso l’esperienza drammatica della protagonista. Ma per seguire i suoi sogni Nathacha compie delle scelte estreme, andando contro la sua stessa famiglia. Per i suoi genitori esistevano solo due tipi di letteratura: quella che si studia a scuola e quella per perdere tempo. L’idea di avere una scrittrice in casa era semplicemente inconcepibile. Condizionata da questo a venticinque anni scappa di casa per seguire un uomo di 48 anni. Sarà l’inizio di una crudele trappola: lui la manipola, la isola da amici e parenti, la priva del mondo. Vivranno insieme per sei anni in un limbo oscuro, finché lei non capisce che l’unica alternativa alla fuga sarebbe stata la morte; quel compagno, prima o poi, l’avrebbe uccisa. Una volta riuscita a ritornare a casa, Nathacha si convince che l’unica salvezza sia il silenzio assoluto. Non parlerà delle violenze subite con la sua famiglia: un segreto protettivo, per risparmiare ai genitori il dolore immenso e intollerabile che la sofferenza di una figlia avrebbe provocato loro.
Oggi, però, quel silenzio si è spezzato per mostrare una realtà capovolta e ipocrita. Gli uomini di cui parla, infatti, vengono spesso ricordati dalla società in maniera compassionevole, quasi giustificati perché in altri contesti si erano dimostrati persone straordinarie o eccezionali. In Francia si cerca sempre il profilo psicologico perfetto, l’infanzia difficile, la teoria consolatoria secondo cui chi non riceve amore sia propenso a commettere violenza. Nathacha Appanah smonta questo castello di scuse con una lucidità spietata: questi uomini sono stati amati dalle loro famiglie, l’inferno lo hanno creato da soli. Dimostrando, che a volte, purtroppo, anche l’amore crea cose terribili.