Cronache, Domenica 17 maggio 2026, Salone del Libro 2026

IA, burn-out e passioni: inventarsi il futuro oggi


Sara Mastropaolo

Liceo classico V. Alfieri - Torino

E’ ancora possibile, oggi, inventarsi un nuovo futuro stravolgendo la propria vita? Questo era il tema della conferenza tenuta da Mondo Salvato, a cui hanno partecipato Francesca Coin, sociologa e studiosa delle discriminazioni nel lavoro, Greg Goya, street-artist che tratta sui social di fast-art (una tipologia di arte che prova a creare rapidamente un legame tra spettatore e artista) e Giulia Lamarca, content-creator che racconta i suoi viaggi e la sua vita dopo un incidente che l’ha costretta a vivere in carrozzina.

Queste tre persone dalle storie così diverse sono riuscite a trasmettere il loro passato con leggerezza e a dare la loro opinione sul futuro che ci aspetta.

E’ vero che se fai ciò che ami non lavorerai neanche un giorno della tua vita? Una delle frasi più sentite quando si tratta della scelta del lavoro viene riproposta ai tre intervistati. Per Lamarca, nonostante un lavoro possa nascere da una passione, ci saranno sempre delle parti più faticose che apprezzeremo di meno: nel suo caso, lei ama registrare video, ma montare e pubblicare ogni giorno rende il suo lavoro molto meno piacevole. Goya concorda, affermando che il lavoro può diventare uno strumento per esprimere se stessi ma ci saranno sempre dei lati negativi: nel suo caso, la valutazione numerica del suo lavoro che gli viene attribuita dai social, che rappresentano una pressione psicologica non da poco. Anche Coin si trova d’accordo e introduce il tema del mismatch: a causa dell’economia e della società attuale molti non riescono ad esprimersi e si ritrovano ad esercitare una professione imposta o a lavorare eccessivamente.

Un altro tema di discussione è stato quello dell’IA: tutti si sono trovati d’accordo nel considerare l’intelligenza artificiale uno strumento molto utile per ottimizzare i tempi e facilitare il lavoro e ritengono che, nonostante le prospettive timorose di molti, non ci “ruberà il lavoro”, ma modificherà e semplificherà quelli che già esistono.

Tra una risata e una riflessione, gli argomenti affrontati sono molteplici: la pandemia del 2020, che oltre ai problemi causati ci ha aiutato ad aprire gli occhi sui problemi del lavoro e ci ha costretto a porci delle domande, alcune ancora senza risposta; il desiderio di essere d’ispirazione per qualcun altro che si scontra con la difficoltà di rimanere autentici; il burn-out che molti stanno soffrendo a causa della differenza estrema tra ciò che viene richiesto e ciò che viene dato in cambio; lo sforzo per evitare che i like diventino uno scopo di vita, nonostante i social siano (come definiti da Goya) “pornografici”, poiché causano dipendenza dal piacere che si prova nel riceverne.

La conferenza si è conclusa con un riferimento al tema del Salone (il mondo salvato dai ragazzini): Coin, Goya e Lamarca consigliano ai giovani di tentare di collaborare per salvarci insieme e tentare di dare tutto il possibile per trovare uno scopo per cui combattere .

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