Se solo qualcuno fosse andato altre quella stupida prima impressione, se solo mi aveste dato tempo di essere me stesso…
Queste sono solo alcune delle parole della poesia: Ho sempre invidiato il volo degli uccelli, composta da uno dei ragazzi, che nella giornata di sabato 16 maggio al Salone Internazionale del libro di Torino, ha partecipato alla premiazione della decima edizione del concorso sull’autoreclusione, in collaborazione con i laboratori di scrittura dell’ASS., con il CISPROJECT- LLM e la Casa di reclusione di Milano-Opera. Durante l’incontro hanno avuto modo di parlare non solo membri in rappresentanza dell’associazione Hikikomori Italia-Genitori, ma anche i docenti e i membri della giuria, che hanno conferito dei premi ai vincitori dei laboratori di lettura e scrittura creativa.
Tra le più significative è stata presentata quella di Lorenzo Dentello, che tratta il tema del suicidio, realtà ormai molto comune per gli hikikomori: questi sono vittime dell’isolamento e del ritiro sociale, che adottano come unica soluzione a una società giudicante e crudele. Grande spazio è stato dato a molte altre tematiche, tra le quali la malinconia, provata dai detenuti, di non poter più vedere la propria famiglia; la solitudine, sintomo di esclusione dalla realtà circostante; e infine, la casa come porto sicuro, vista come l’unico posto in cui ci è possibile essere noi stessi.
Parlare di questa realtà è stato possibile grazie al Concorso Letterario Internazionale “Adotta l’Orso”, nato proprio tra le pareti della Casa di Reclusione di Milano-Opera, per volontà degli stessi detenuti-corsisti, con l’intento di riunire persone, recluse e non, accomunate da fragilità e forme di disagio. Dunque, è da qui che nasce il dialogo tra isolati e società, che permette di mettere in luce gli obiettivi dell’associazione: la prevenzione, la sensibilizzazione e il reinserimento nella comunità.
Questo dunque è un progetto volto a favorire il dialogo tra solitudini e inquietudini differenti, che attraverso la parola offre la possibilità di far esprimere le voci di coloro che solitamente sono relegati ai margini.
<< ⟮…⟯ Ce l’avete fatta, mi avete scalfito come scalpelli, mi avete ridotto in polvere, ecco perché sono chiuso in queste quattro mura, per evitare che il vento della vita disperda quei pochi granelli che mi restano>>