Cronache, Salone del Libro 2026, Venerdì 15 maggio 2026

Il posto di Leo


Alice Silvi, Davide Rougier

Liceo classico Vittorio Alfieri - Torino

Da piccoli ci insegnano che le fiabe servono per addormentarsi, da grandi scopriamo che servono a svegliarci. Leo non è un adolescente come gli altri, anche se prova a esserlo: il suo passato è segnato da ricordi violenti. Vive in una casa famiglia, conducendo una vita regolare che sembra subire più che scegliere. La sua intera storia si può riassumere in una sola frase: “papà in carcere, mamma al cimitero“. Questo è il protagonista del nuovo fumetto “Del buio non ho paura” (Editrice Il Castoro), presentato venerdì 15 maggio 2026 alla XXXVIII edizione del Salone del Libro da Silvia Vecchini e Antonio Vincenti, in arte Sualzo.

Definiti “poeti delle piccole cose”, gli autori raccontano argomenti complicati tramite un linguaggio polialfabetico: il fumetto. Nell’incontro, intitolato “Il posto di Leo”, l’attenzione si è concentrata sull’analisi del profilo psicologico del protagonista, raffigurato con un’espressione neutra su cui si percepiscono, al contempo, il desiderio di essere felice e il peso della sofferenza. L’elemento che accende i dubbi di Leo è un compito a coppie assegnato dalla sua professoressa: una ricerca sulle fiabe. Viene affiancato a Stella, che diventerà un’amica, una compagna e una guida nel momento in cui lui inizia a chiedersi chi è e chi vorrebbe essere. Attraverso questa esperienza Leo scopre che le fiabe che ci vengono somministrate da bambini trattano in realtà argomenti seri e adulti e possono diventare uno specchio di noi stessi; proprio come accade a lui, che ricerca nella propria vita le figure dell’eroe, dell’aiutante e dell’antagonista.

Leo è l’eroe diviso a metà, che vive in un equilibrio tra due anime. Combatte costantemente per proteggere la sua componente buona, legata alla sua essenza autentica, dall’ombra di un lato cattivo che minaccia di prendere il sopravvento. Questa dualità è il riflesso diretto della sua storia familiare, un campo di battaglia dove si scontrano luce e oscurità. Il ruolo dell’aiutante è svolto dalla madre, di cui Leo conserva ricordi sbiaditi: sebbene sia stata uccisa dal marito, agisce nella vita del figlio come una forza invisibile che lo guida e lo protegge dal pericolo. L’antagonista è invece il padre, una figura violenta e fonte primaria dei traumi del ragazzo.

La conferenza è riuscita a stabilire una connessione profonda con il pubblico grazie alla capacità degli autori di tradurre paure complesse in un linguaggio universale. L’uso di elementi come i videogiochi e le fiabe, che riflettono la vita e i timori del protagonista, ha catturato l’attenzione di lettori di ogni età. Il viaggio che si intraprende leggendo i fumetti di Silvia e Antonio è profondo e sorprendente. È questo l’obiettivo degli autori: attraverso una scrittura e uno stile di illustrazione, che come afferma il fumettista sono stati cuciti su misura per un pubblico giovanile, danno vita a narrazioni che non hanno un fine pedagogico, ma nascono da domande a cui quasi mai si ha una risposta. I loro libri sono un inno alla scoperta personale, sia oscura sia illuminante, amati dagli adulti che già sanno e dai bambini che scoprono, perché: “Le storie creano uno spazio in cui ci si può incontrare e ascoltare“.

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