Siamo immersi nell’era del catastrofismo, un momento storico in cui il percepito ha del tutto sostituito il reale. Oggi, 15 Maggio 2026, al Salone Internazionale del libro si è svolto l’incontro tra il giornalista Mario Calabresi e Claudio Cerasa, autore del libro “l’Antidoto”, testo che si concentra sull’ottimismo radicato nei dati e nei numeri. Viene sottolineato come spesso venga data rilevanza esclusivamente alle notizie negative a discapito di quelle positive.
Siamo ormai convinti dell’idea che esistano solo cattive notizie, mentre quelle buone vengono ignorate o etichettate come propaganda governativa, ma l’attitudine a cercare gli aspetti positivi risiede nella natura di ciascuno; deve essere uno strumento universale per leggere il mondo e responsabilizzarsi di fronte ai problemi.
Cerasa nota come la parola rischio sia diventata un tabù dall’accezione solo negativa, e la globalizzazione sia giunta ad una battuta d’arresto nonostante la rapida diffusione del sentimento che ci rende “cittadini del mondo”.
Questa narrazione tossica della società pessimista influenza negativamente le menti: le culture occidentali sono attanagliate dall’ansia, tanto che il 38% dei cittadini ha smesso di leggere i giornali per isolarsi in una bolla sicura.
Essere ottimisti oggi è quasi motivo di vergogna, eppure è l’unico modo per salvaguardare i confini della nostra democrazia ed evitare di smettere di porci domande che mirano a trovare soluzioni per migliorare ciò che ci circonda.