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Cronache, Salone del Libro 2026, Venerdì 15 maggio 2026

Lo straniamento della scrittura: i “Vivi e morti” di Zadie Smith


Rachele Benini e Aurora Toso

Liceo L. Ariosto - Ferrara

“Quando devo scrivere un saggio, cerco di estraniarmi un po’ da me stessa. So che sembra strano perché sono io che guardo quel dipinto, ascolto quella canzone, ma il mio focus è su quell’oggetto e quasi provo a fondermi con esso.” Con questa frase Zadie Smith ha iniziato l’incontro svoltosi venerdì 15 maggio al Salone del Libro di Torino per la presentazione della sua nuova raccolta di saggi “Vivi e morti” (Edizioni SUR, 2026), uscito in traduzione italiana.

L’autrice, rispondendo alla provocazione di Antonella Lattanzi sulla “dittatura del genere  dell’autobiografia”, ci propone una nuova prospettiva in cui l’autore mette in primo piano l’oggetto della sua riflessione, riducendo il proprio io ad un’ombra. 

Lo scrittore, secondo Zadie Smith, non deve intendere la propria opera come unicamente frutto del suo estro, “come se la scrittura diventasse un marchio”, bensì come l’insieme di influenze e idee ereditate da altri autori, dalla propria esperienza e contesto.

Antonella Lattanzi poi ci ha raccontato che la raccolta affronta diversi temi, dall’utilizzo dei social media al linguaggio della politica. 

Attraverso il suo saggio sulla situazione israelo-palestinese, Zadie Smith si dichiara una  “armchair revolutionary” contraria alla rivoluzione violenta, nonostante in alcuni casi ne comprenda la necessità. La sua identità di scrittrice le impedisce anche solo di concepire l’uccidere qualcuno ed è fiera di potersi chiamare un’umanista e pacifista.

Infine Zadie Smith ci ha parlato dei social media, di come non ci siamo mai effettivamente fermati ad analizzare il loro utilizzo e di come per troppo tempo abbiamo passivamente accettato la narrativa per cui non siano altro che un cambiamento positivo nelle nostre vite. Non si tratta certo di diventare luddisti ma di proporre una riflessione critica al tecno-entusiasmo che ha dominato la nostra società per gli ultimi 15 anni.

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