“Tutte le scelte hanno origine dalla paura” questo è il fulcro del saggio Hai ancora paura (Sperling & Kupfer, 2026) di Maria Beatrice Alonzi. Il libro è stato presentato al Salone di Torino il 15 maggio. La scrittrice ha spiegato che le emozioni non sono legate al pensiero razionale e che nascono insieme a noi; sono come dei “cartelli stradali” che ci spiegano come vivere e come non uscire di strada. Spesso si pensa che le emozioni cambino con il tempo, ma in realtà ciò che muta è il recipiente che le contiene: non tutti i contenitori hanno la stessa portata. Dunque, un bambino ha meno spazio per tenere le proprie emozioni a differenza di un adulto. I bambini hanno bisogno di una figura genitoriale che li aiuti a controllare questi sentimenti e che lasci loro uno spazio sicuro, necessario a comprenderle e a provarle. “Spesso”, racconta l’autrice, “sentiamo storie terribili di bambini abbandonati dai genitori. E quando non riescono a sopravvivere, la maggior parte delle volte vengono ritrovati nei loro intestini pezzi di pannolino o pezzi dei vestiti che avevano addosso. Questo è un chiaro segno dell’istinto di sopravvivenza che caratterizza tutti noi quando abbiamo paura”. E non è il solo. La paura può essere caratterizzata da tre reazioni: combattere, scappare o bloccarsi. Quest’ultima è la più particolare perché spesso è accompagnata dal voler compiacere chi ci sta intimidendo: “Se assecondo, finisce prima”.
La seconda emozione che accompagna un individuo nella sua crescita è la vergogna, perché un essere umano non può sopravvivere da solo: la vergogna permette di evitare i comportamenti che allontanerebbero il nostro gruppo di appartenenza.
Un altro tema trattato è stato quello della colpa, quella che da bambini, e da adulti, crediamo di avere. Quella che viene verbalizzata dai genitori con frasi come “Se non ti fossi comportato così non ti saresti preso degli schiaffi”. Quella stessa colpa si trasforma poi nella paura di deludere gli altri, che caratterizza tutte le nostre scelte quotidiane. Questo, però, non deve influenzare le nostre relazioni perché, come sostiene Alonzi: “Noi siamo in grado di amare in modo così forte che è uno spreco farci bloccare dalla paura”.