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Cronache, Giovedì 14 maggio 2026, Salone del Libro 2026

Tra musica, Wattpad e romance


Jasmine Gomes, Gregorio Vignali

Liceo Classico Vittorio Alfieri - Torino

Tra fan sfegatati e genitori, forse, meno euforici, ci siamo ritrovati a seguire l’incontro tra Erin Doom e Karim B., due scrittrici di young adult che hanno iniziato la loro carriera sulla piattaforma online Wattpad.

La chiacchierata è iniziata parlando di come Karim B. si sia avvicinata alla scrittura all’età di 13 anni pubblicando brevi racconti online e di come questa passione si sia consolidata soprattutto durante il periodo del COVID. Karim afferma che negli anni successivi alla pandemia l’hobby della scrittura è diventato sempre più costante, fino a diventare parte della sua quotidianità, il suo “piccolo rituale”.  Nel corso dell’incontro è emersa anche  l’importanza della musica per l’autrice, infatti, prima ancora di aver completamente delineato il profilo di un personaggio, ha già in mente la sua canzone preferita e in base a quella ci costruisce sopra la sua personalità. La musica è un tema molto ricorrente anche all’ interno dell’ ultimo libro di Karim “Tears on my pendrive” (Sperling & Kupfer, 2026) , che narra la storia romantica, ma turbolenta di Dya, giovane libraia appassionata di musica anni ’80, e Kade , misterioso ballerino di hip hop. In un aneddoto, Karim ci confida che l’ispirazione per il personaggio di Kade l’ha presa da alcuni ballerini conosciuti su Tik Tok. Per scrivere il personaggio di Dya e di Bridget, Parlando del film “Il diario di Bridget Jones” citato nel libro, ha pensato al rapporto con la madre; infatti, così come lui guardava quel film con la madre, allo stesso modo fanno i due personaggi.

Ci dice infine che ha cominciato a scrivere il suo racconto partendo dall’epilogo, poiché aveva già ben in mente le figure che voleva all’interno del suo romanzo (una libraia, un ballerino, una ragazza un po’ svampita). Per quanto si possa vedere come l’autrice abbia lavorato molto sulla caratterizzazione dei suoi personaggi, è impossibile non notare la presenza di cliché che ormai conosciamo molto bene, ma ciò non toglie valore al romanzo, anzi ci permette di rimanere all’interno della comfort zone.

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