3° – Solidarietà



In questo periodo di pandemia, che ha sconvolto l’economia di tutti i Paesi del mondo, crediamo che sia necessario offrire più aiuti economici concreti alle nazioni bisognose, senza pretendere la restituzione in futuro. La crisi dovuta alla pandemia ha inoltre messo in evidenza come soluzioni parziali e individualistiche non risolvono un problema che supera i confini degli Stati. L’Ue deve intraprendere la strada della fraternità e della solidarietà. Solidarietà che non è il “buon cuore” ma può essere uno stile di vita, un percorso di costruzione, dove la dignità delle persone sia rispettata. Del resto, dopo la Seconda guerra mondiale l’Europa aveva affermato che uniti e insieme si è più forti.

Vorremmo una equa redistribuzione dei soggetti provenienti da zone extraeuropee nei singoli Stati, senza vincoli o quote di accoglienza e seri e concreti programmi di sviluppo da effettuare nei Paesi più poveri a rischio emigrazione. Desideriamo che si prevedano aiuti in denaro per chi si trova in difficoltà economiche, che si aiuti nella ricerca di lavoro chi ne è rimasto senza e che si tutelino i genitori rimasti da soli a crescere i figli.

Sarebbe importante anche ridurre i tempi e le spese dei divorzi così da andare incontro alle esigenze di chi non può sostenere i costi elevati e anche diminuire i costi delle pratiche di sepoltura, rendendoli più accessibili – perché per molte persone i costi sono proibitivi, ma tutti muoiono, ricchi e poveri – e velocizzare e snellire anche le procedure per lo svolgimento del funerale.

Speriamo che nell’Europa di domani ci sia una società dove solidarietà, empatia, rispetto ed uguaglianza tra cittadini sono all’ordine del giorno: la solidarietà, infatti, è il mezzo fondamentale per il miglioramento generale di tutta la società. Impegnarsi ad agire per il cambiamento: le parole sono importanti ma le azioni modificano la storia, ciascuno deve dare il suo contributo.

1 commento

  1. AFOL CFP Paullo- Milano – la solidarietà non deve essere solo una parola, scrivere o dire di essere solidali richiede fatti. Ecco perché il Corpo di solidarietà europeo è importante che sia potenziato, fatto conoscere di più e utilizzato meglio

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