Scaffale

Assassinio sull’Orient Express


Chiara V.


Autore/Autrice del libro

Agatha Christie

Editore

Mondadori

Titolo del libro

L’investigatore Poirot, aiutato da Monsieur Bouc, riesce a procurarsi una cabina sul vagone letto Istanbul-Calais dell’Orient-Express. Avvertito con un telegramma, deve recarsi urgentemente a Londra per la risoluzione di un caso. Durante il viaggio il signor Ratchett gli domanda di proteggerlo, perché teme per la sua vita, tuttavia l’investigatore rifiuta l’incarico. Nella notte Poirot viene svegliato da un forte urlo proveniente dallo scompartimento vicino al suo, quello del signor Ratchett. Subito dopo viene suonato un campanello sempre in quello scompartimento. Alzandosi dal letto l’uomo si accorge che il treno si è fermato, probabilmente ad una stazione. Non riuscendo più a dormire si affaccia alla porta e vede il controllore bussare alla cabina del signor Ratchett per assicurarsi che vada tutto bene, una voce risponde “C’est rien. Je me suis trompé”  (Non è niente, mi sono sbagliato).  Sentendo quella frase, Poirot torna a letto, più tranquillo. La mattina dopo, però, scopre che il signor Ratchett è stato assassinato, colpito con 12 pugnalate. Allora l’investigatore accetta la proposta di Monsieur Bouc e si mette sulle tracce dell’assassino. Assieme al Dottor Costantine si reca nello scompartimento del defunto per esaminare le ferite e nota che non erano tutte della stessa dimensione, ce n’erano alcune più profonde, altre che
avevano solo lasciato un taglio leggero. Poirot trova, nella tasca del pigiama, un orologio fermo all’una e un quarto del mattino. Inoltre l’uomo trova per terra un nettapipe e un fazzoletto con su ricamata l’iniziale “H”: sicuramente due indizi. L’uomo vede sul tavolo lì accanto alcuni pezzi di carta bruciacchiati; con uno strumento fa apparire alcune parole sbiadite “..CORD LA PICCOLA DAISY ARMSTRONG” Uscendo dalla cabina riferisce a Monsieur Bouc la sua ipotesi: il signor Ratchett non è veramente il signor Ratchett bensì Casseti, responsabile dell’omicidio della piccola
Daisy Armstrong. In più l’uomo era stato ucciso da non una, bensì da due persone e probabilmente l’assassinio era avvenuto all’una e un quarto. Iniziano gli interrogatori. Dopo aver interrogato il controllore, Pierre Michel, il segretario di Ratchett, MacQueen il maggiordomo di Ratchet, Masterman, è il turno della signora Hubbard la quale ha una notizia sconvolgente. Nella notte, svegliandosi aveva trovato l’assassino nel suo scompartimento. L’investigatore trova il fatto
un po’ improbabile, ma la donna le mostra un bottone ritrovato nella sua cabina, un altro indizio che rende i fatti ancora più confusi. Durante le deposizioni si scopre che il colonnello Arbuthnot è l’unico a fumare la pipa, mentre non viene trovato il proprietario del fazzoletto. Inoltre alcuni avevano riferito di aver visto una donna con addosso un kimono scarlatto, aggirarsi per il corridoio, ma nessuna donna in quel vagone ne possedeva uno. Poi, la cameriera della principessa Dragomiroff, confessa di essersi imbattuta in un uomo che indossava la divisa da controllore.
Tuttavia non si riesce a scoprire nemmeno l’identità di quest’uomo. All’improvviso la signora Hubbard irrompe nel vagone ristorante mostrando ai 3 uomini un coltello impregnato di sangue, dicendo che era stato ritrovato nel suo beauty case. Arriva il momento di perquisire i bagagli dei passeggeri. Si inizia da quello della signora Hubbard, ma nulla. Si prosegue fino al bagaglio della contessa Andenyi, dove Poirot vede che sull’etichetta, riportante il nome, c’era una macchia di umido, ma non lo fa notare a nessuno. Si arriva allo scompartimento di Mary Debenham che
presenta un comportamento molto sospetto, ma non porta a nessuna scoperta. In seguito, nella cabina della cameriera Hildegarde Schmidt si trova la divisa da controllore con il bottone mancante. Subito Monsieur Bouc la accusa, ma Poirot rassicura la donna dicendole che sicuramente non ha nulla a che fare con la faccenda. Cercando nella divisa, Poirot trova un passe- partout, ciò che ha permesso all’assassino di passare da uno scompartimento all’altro del treno. Finita la perquisizione dei bagagli l’uomo si reca nella sua cabina. Aprendo la valigia, per prendere
una sigaretta, trova al suo interno il kimono scarlatto. Monsieur Bouc, Poirot e il Dottor Costantine si riuniscono nuovamente nella cabina ristorante per fare il riassunto di tutto ciò che avevano scoperto. Poirot mostra ai due il riassunto delle deposizioni e un elenco di 10 domande al quale trovano per tutte una risposta. Si scopre che la macchia di umido sulla valigia della contessa era stata fatta dal marito per nascondere il vero nome della moglie: Helena Maria Arden, la sorella di Sonia Armstrong, madre di Daisy. Poi si scopre che il fazzoletto era della principessa Dragomiroff, la quale rivela che la N (l’iniziale del suo nome, Natalia) in cirillico viene indicata con la H. In seguito si viene a scoprire che tutti i passeggeri, oltre che il controllore Pierre Michel, era in qualche modo collegati alla famiglia
Armstrong ed avevano progettato l’omicidio di Ratchett sin dall’inizio. Avevano fatto assumere MacQueen e Masterman al servizio dell’uomo, in modo da farlo salire sull’Orient-Express. Il piano era stato, però, messo a repentaglio dalla neve. Si voleva, infatti far credere che l’assassino fosse salito sul treno a una delle fermate. Così facendo nessuno avrebbe sospettato dei 12 passeggeri, pensando che l’assassino fosse successivamente scappato, scendendo dal treno. Tuttavia questo non era stato possibile proprio perché il treno era rimasto bloccato. Poirot dà due soluzioni per il caso dell’Orient Express e decide fornire alla polizia la prima che consisteva nel piano inizialmente ideato dai 12 assassini.

Perché leggere questo libro

Perché è un libro molto interessante e coinvolgente. Nonostante utilizzi alcuni termini difficili, ben
comprensibili dal contesto, l’autrice utilizza un linguaggio molto coinciso ed è, perciò, un testo di facile
lettura. È un libro che si legge con interesse, in quanto si vuole scoprire chi sia il colpevole. È, inoltre, ricco
di colpi di scena che fanno sempre prendere una piega diversa alla vicenda.

A chi può piacere questo libro

Se sei un amante dei gialli non puoi non leggere questo romanzo, ricco di imprevisti e intrighi che fanno
de ‘’L’Assassinio sull’Orient-Express’’ uno dei gialli più conosciuti al mondo. Sicuramente amerai il
personaggio dell’investigatore Poirot, un uomo scaltro e intelligente, che con i suoi “assi” nella manica riesce
a risolvere anche i casi più complicati.

Una frase del libro da conservare

“Se tutti mentono, la confusione non è minore di quella che vi sarebbe se tutti dicessero la verità”
-Poirot

Se questo libro fosse una canzone, un film, una serie tv

Questo libro ha ispirato tantissimi film, uno degli ultimi è veramente ben fatto, anche se possono risultare delle incongruenza tra la nostra immaginazione e le scenografie del film.

L’autore/autrice di questa recensione viene da

Barge (CN)

Gruppo di lettura

Davus - 1A

L’investigatore Poirot, aiutato da Monsieur Bouc, riesce a procurarsi una cabina sul vagone letto Istanbul-Calais dell’Orient-Express. Avvertito con un telegramma, deve recarsi urgentemente a Londra per la risoluzione di un caso. Durante il viaggio il signor Ratchett gli domanda di proteggerlo, perché teme per la sua vita, tuttavia l’investigatore rifiuta l’incarico. Nella notte Poirot viene svegliato da un forte urlo proveniente dallo scompartimento vicino al suo, quello del signor Ratchett. Subito dopo viene suonato un campanello sempre in quello scompartimento.

1 commento

  1. Adoro questo libro e penso che hai descritto alla perfezione tutti i fatti della vicenda, dando molta voglia a chi non lo ha ancora letto di inoltrarsi in questa bellissima storia gialla. Ora che so che ci sono alcuni film andrò subito a guardarli per confrontarli con il libro.

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