Cronache, Mi prendo il mondo 2026

Quanta fretta ma dove corri, dove vai?


Pietro Intini

Direzione Futura - Parma

Quanta fretta ma dove corri, dove vai? Se ci ascolti per un momento capirai.”

No, non siamo il Gatto e la Volpe cantati da Edoardo Bennato.
Siamo i ragazzi e le ragazze della Direzione Futura, e oggi è finalmente arrivato il giorno che aspettavamo da mesi.

Un giorno costruito passo dopo passo: riunioni infinite, confronti accesi, libri sottolineati, videochiamate su Meet per prepararci al meglio a questi quattro giorni intensi. Un giorno carico di emozione, aspettative e sogni.

Appena entrati in sala si respira subito un’aria di festa. Tanti ragazzi che chiacchierano tra loro, si raccontano le proprie cose, aspettano con curiosità di vedere chi salirà sul palco per questo primo incontro. Le lancette scorrono, il brusio cresce, l’energia sale.

Poi succede.

Sul palco arrivano i primi volti della Direzione Futura: Anna e Alessandro. Si dirigono verso il centro, visibilmente emozionati, mentre la sala piano piano si zittisce. Gli sguardi si concentrano su di loro. Anna prende la parola e dà il via a questa nuova edizione con una carica travolgente e una domanda semplice, diretta, potentissima:

 

“Siete pronti a prendervi il mondo?”

Subito dopo arrivano i saluti istituzionali.
Il presidente del Salone del Libro, Silvio Viale, ci invita a riflettere sull’importanza delle scelte: perché è proprio scegliendo che iniziamo davvero a prenderci il mondo.

Segue l’intervento dell’assessora alla comunità giovanile del Comune di Parma, Beatrice Aimi, che, visibilmente emozionata per questa terza edizione, parla a una sala ormai gremita. Le sue parole restano impresse:

Le scelte non sono mai sbagliate. Possono essere orientate, curvate verso il vostro progetto di vita.

Un messaggio forte, che risuona tra tutti noi: per chi sta scegliendo la scuola superiore, per chi pensa all’università, per chi sente il peso delle decisioni che verranno nei prossimi mesi o anni.

E poi, dopo i saluti, arriva il primo ospite: Pierdomenico Baccalario.

Apre il suo intervento con un racconto personale, semplice e autentico:

Quando ero piccolo pensavo che da grande avrei fatto quello che i miei genitori pensavano che avrei fatto. Poi ho chiamato un’idea.

Da lì parte un viaggio. Attraverso slide e storie, Baccalario ci racconta di persone che ce l’hanno fatta e di altre che non sono diventate famose, ma che hanno avuto il coraggio di non fermarsi all’apparenza, di continuare a cercare, di continuare a sognare.

Le sue parole diventano frasi che restano addosso, come promemoria da portare con sé:

Sii veloce.
Se cadi, rimbalzi.
Quello che fai servirà a qualcuno.

I desideri dipendono da noi.
Se sogniamo di notte, di giorno dobbiamo fare qualcosa per trasformare quei sogni in realtà.

L’incontro si chiude con una frase che profuma di speranza e determinazione:

“Sporcatevi le mani. Non fate attenzione. Prendete il giorno e fateci sognare.”

E allora partiamo.
Perché il tempo non va rincorso, va gustato.
Per prendersi il mondo c’è sempre tempo.

Noi siamo pronti.
E non vediamo l’ora di prendercelo insieme a voi. 🌍✨

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