Quante volte hai desiderato di sparire? Quante, invece, sentivi il forte bisogno che qualcuno ti vedesse? Queste due domande, per quanto possano sembrare opposte, hanno in realtà un elemento comune: l’impotenza che, spesso, i figli sentono di fronte agli adulti; non ci sentiamo ascoltati, non ci sentiamo visti ma, soprattutto, non ci sentiamo amati. Questo è quello che provano le bambine protagoniste del nuovo romanzo di Antonella Lattanzi, “Chiara”.
“Si dice sempre che i genitori amano i figli nonostante tutto ma non si dice mai che i figli amano i genitori nonostante tutto” afferma la nota scrittrice, secondo cui mai viene raccontato il danno che, quasi sempre, si fa ai bambini nel nome di un amore che spesso viene dato per scontato. Un dolore che si radica in profondità e che rimane fuori dalla narrazione della propria vita.
Secondo Lattanzi, siamo calati in un mondo che romanticizza il dolore, un mondo in cui, più soffri, più vali. Le protagoniste di “Chiara”, invece, cercano la felicità, cercando di raggiungerla con tutte le loro forze. Chiara e Marianna combattono per cercare, giorno dopo giorno, di costruire un sentimento reale e tangibile: l’arte della gioia.