La Peste, Un libro tante scuole

L’esilio della peste


Wiam Archi


Una cosa che ti ha colpito

Secondo me l’autore ha saputo benissimo come toccare il nostro cuore dai sentimenti di dolore, sofferenza e ansia che i personaggi provavano. Leggendo questo libro sono tornata indietro con la memoria al periodo della quarentena nel quale non potevano uscire da casa come se fossimo in esilio, e ciò mi ha fatto riprovare gli stessi sentimenti di tristezza e solitudine. Il fatto di non poter incontrarsi e fare le cose insieme ci ha fatto rendersi conto quanto è fondamentale il contatto fisico nella nostra vita, prima che l’epidemia scoppiasse e vivere quel periodo di separazione non sentivamo l’importanza di questo contatto tra noi. Nonostante il male causato dall’epidemia possiamo dire che ha avuto un lato positivo perchè ci ha fatto imparare questa lezione.

Un’altra cosa che ti ha colpito

Un’altra cosa che mi ha colpito è l’atteggiamento di Rambert Raymond che non è nonostante abitante di Orano ha deciso di aiutare i cittadini di questa città e anche quando è giunto il giorno della fuga ha rifiutato di andare via senza aver compiuto il proprio dovere. Poteva tornare alla sua città e far finta di niente ma lui non voleva abbandonare Rousseau e gli altri, e cosi ha mostrato di non essere una persona egoista che pensa solo a se stessa. Secondo me è molto coraggioso e fedele e non tutti sono capaci a fare come lui.

Una frase del libro da conservare

Lo sappiamo benissimo tutti che non possiamo fidarci del nostro vicino, il quale senza che ce ne accorgiamo può trasmetterci la peste e approfittare della nostra vulnerabilità per infettarci.

Commento su “La peste” di Wiam Archi

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