La Peste, Un libro tante scuole

Lascia con il fiato sospeso fino alla fine


Sharmit Guzman 3 B RIM


Una cosa che ti ha colpito

Ciò che mi ha colpito fu la nota bravura di Camus nel descrivere l’evoluzione dell’epidemia e i dettagli dati a ogni personaggio descrivendo la tragedia umana, trasformando il romanzo non più in una classica lettura ma in un’opera reale, di come gli esseri umani possano reagire davanti a un dramma.

 

Una frase del libro da conservare

“Il male che è nel mondo viene quasi sempre dall’ignoranza, e la buona volontà può fare guai quanto la malvagità, se non è illuminata. Gli uomini sono buoni piuttosto che malvagi, e davvero non si tratta di questo; ma essi più o meno ignorano, ed è quello che si chiama virtù o vizio, il vizio più disperato essendo quello dell’ignoranza che crede di saper tutto e che allora si autorizza a uccidere. L’anima dell’assassino è cieca, e non esiste vera bontà né perfetto amore senza tutta la chiaroveggenza possibile.”

Se questo libro fosse una canzone

Giorgio Gaber – La peste (1974)

Poter leggere questo libro durante la pandemia attuale fa riflettere quanto la peste raccontata da Camus sia altrettanto simile a ciò che abbiamo affrontato, una lotta che nonostante il tempo passato sembri rimanere conforme. Tra le somiglianze più analoghe trovai l’isolamento forzato, che rispetto ad oggi non si trovavano cellulari, TV o altri dispositivi elettronici.
Ciò che più mi affascinò furono le varie citazioni fatte dall’autore e le varie riflessioni tratte da questa lettura, per esempio “ci sono negli uomini più cose da ammirare che non da disprezzare”.
Grande libro nella quale lascia il lettore con il fiato sospeso fino alla fine, dettagli ben strutturati e lettura scorrile nonostante gli argomenti siano alquanto difficili, poiché tramette angoscia e tensione dai personaggi quasi credibili.

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