La Peste, Un libro tante scuole

Combattere e reagire alle avversità


Luca Freccero


Una cosa che ti ha colpito

La descrizione della morte del figlio del giudice Othon è probabilmente una delle scene più commoventi e di forte impatto emotivo di tutto il romanzo. Questa lunga descrizione della scena, che dura praticamente tutto un capitolo, fa si che il lettore venga coinvolto emotivamente al suo interno, Camus riesce a descrivere il tutto nei minimi dettagli e particolari; infatti inizialmente descrive il dolore provato dalla famiglia del piccolo, specialmente dalla madre che assiste alla visita fatta dal dottor Rieux in modo molto tragico, dal dolore non riusciva a parlare consapevole del fatto che dalla malattia era impossibile uscirne. Inoltre, per volere del dottor Rieux, tutti i membri della famiglia del contagiato venivano divisi e messi in isolamento e dunque il bambino è rimasto da solo senza il supporto della propria famiglia fino al suo ultimo respiro. Anche questo è un tratto molto toccante della vicenda. Mi ha stupito l’incredibile cura nei dettagli con cui Camus descrive gli ultimi attimi di vita del bambino, il quale sofferente e divorato dalla malattia si rigirava nel letto provando a combattere con tutte le sue forze. Egli si muoveva nel letto dal dolore che aveva a causa della peste, di fronte al dottor Rieux, a Paneloux, Rambert che assistevano alle scene incapaci di aiutarlo perché a conoscenza del suo destino. Sono state pagine toccanti e da un grande impatto emotivo, scritte però in maniera perfetta, semplice ma allo stesso tempo ricercata.

Un’altra cosa che ti ha colpito

Una cosa che mi ha colpito è appunto il grande parallelismo che vi è tra il romanzo, nel quale la malattia di cui parla è la peste, e la nostra esperienza vissuta e che ancora oggi viviamo a causa del Covid. Mi ha sbalordito il fatto che tutte le precauzioni prese, misure di prevenzione, gli isolamenti da parte delle persone infette, fossero le stesse che il nostro Governo ha preso per evitare i contagi o limitarne i danni. Era come se noi fossimo all’interno del romanzo, come se fossimo noi i protagonisti, perchè ciò che Camus ha descritto noi lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle quyesti ultimi due anni ed è incredibile come all’epoca utilizzassero queste misure per prevenire i contagi e in seguito come gestire tale situazione. Per esempio sia noi che i cittadini del romanzo inizialmente avevamo sottovalutato la situazione la quale poi, anche per nostra ignoranza, è degenerata e si prolungata con effetti drammatici. Questo aspetto del romanzo mi ha colpito davvero molto, come se io fossi il protagonista e vivessi le stesse situazione vissute a causa del Covid.

Una frase del libro da conservare

” In verità, tutto per loro diventava presente; bisogna dirlo, la peste aveva tolto a tutti la facoltà dell’amore e anche dell’amicizia; l’amore, infatti, richiede un po’ di futuro, e per noi non c’erano più che attimi”

“La peste”, di Albert Camus, è sicuramente una lettura molto interessante, scorrevole e di facile comprensione nonostante l’autore a volte utilizza un linguaggio più alto dal punto di vista lessicale in diverse parti del romanzo. Questa lettura non rappresenta proprio il mio genere preferito ma ciò non significa che non l’abbia apprezzata . Anzi, penso che Camus sia riuscito a far emozionare il lettore, facendolo entrare emotivamente nel corso del romanzo  per tutta la sua durata.  Risulta facile immedesimarsi con i personaggi e le loro vicende;  storie forti e di grande impatto emotivo. Emerge anche  il grande parallelismo tra le vicende descritte nel romanzo e la situazione che quotidianamente abbiamo vissuto in prima persona e che tutt’ora stiamo vivendo .  Nonostante ci sono stati dei netti miglioramenti, e mi sto riferendo alla situazione del Covid, leggendo il romanzo e avendo vissuto la pandemia che ci ha investito negli ultimi due anni  sembra proprio di far parte della storia raccontata nel romanzo .

Anche noi abbiamo trascorso momenti tristi, bui e distruttivi dal punto di vista emotivo,  i vari Lockdown, le numerose e continue restrizioni imposte dal governo ci hanno condizionato e , sono convinto , che ci condizioneranno anche nel futuro . Tutto quello che è accaduto sembrava  solamente un brutto sogno mentre invece si è trattato di pura realtà .  L’autore ci descrive i pensieri, le sensazioni e gli avvenimenti che accadono nella trama della storia e risultano essere praticamente un remake di quello che abbiamo passato e vissuto noi poco tempo fa .  Proprio per tale motivo lo stato d’animo durante la lettura  riporta a galla i due anni vissuti in modo diverso, atipico e davvero sconosciuto .   Le nostre abitudini sono cambiate per colpa del Covid. Nel romanzo il nemico era la peste mentre noi abbiamo combattuto il covid, ma le restrizioni e le prese di posizioni si assomigliano tremendamente.

Il romanzo racconta la scoperta di una malattia, la peste, che ha devastato l’umanità , solo in seguito però capiremo che si tratterà di questa, grazie al medico di Orano, il dottor. Rieux.  Egli per tutta la durata del romanzo sarà colui che più di tutti si darà da fare per combattere la malattia e aiutare le persone infette.      Aiutando le persone e curandole fino allo sfinimento e con tutte le energie disponibili in corpo, nonostante ogni giorno vedesse morire centinaia di persone. Questo ci riporta alla quotidianità ove medici e infermieri combattendo in prima linea il virus hanno aituato  moltissime persone . Nonostante gli orari interminabili di lavoro erano sempre presenti per dare una mano. Molte sono le scene commoventi ed anche abbastanza dure nel romanzo  dove l’autore si sofferma a descrivercele nei minimi particolari, e tutte ci narrano di persone che lottano fino all’ultimo per restare in vita . Così come nel caso del figlio del giudice Othon, il quale ha provato a non arrendersi ma alla fine ha dovuto cedere alla malattia. Sono tutte descrizioni forti, di un grande impatto emotivo che anche noi abbiamo vissuto con il Covid.

Il romanzo ci insegna a dare grande importanza ai valori: come la fede, l’altruismo, la solidarietà ed il rispetto reciproco nei momenti più difficili.  Spesso questi valori venivano un po’ dimenticati , però sia nel romanzo che nella situazione pandemica vissuta emergono insegnamenti importanti , come quello di vivere ogni momento a pieno dando il massimo di noi stessi .  Purtroppo , basta poco , può accadere qualcosa di brutto che ci cambia completamente l’esistenza .Bisogna dare importanza e valore ad ogni singolo momento  ,  alle piccole cose perché sono le migliori e quelle da cui bisogna partire per poi provare delle gioie maggiori. Non dobbiamo dare nulla e nessuno per scontato, la vita è breve e dunque non possiamo trascorrerla litigando, provando invidia o gelosia , ma bisogna viverla al massimo e cercare di godersi il meglio  . Tutte le cose accadono forse per un motivo e sarebbe bello pensare che anche , tragedie come il Covid siano accadute per uno scopo preciso  o credo che ci abbia dimostrato quanto sia importante la vita e quanto dobbiamo viverla al massimo, nonostante a volte possano capitare delle situazioni spiacevoli, ma è da lì che si riparte e si va avanti tralasciando le lamentele e l’insoddisfazione.

Il parallelismo del romanzo con la vita vissuta in questi due anni emerge anche nella visione negativa della situazione , sembrava non ci fosse via d’uscita, sviluppata da qualcuno per farci stare male o come una punizione .  Una rivoluzione delle nostre abitudini ci ha investito quasi drammaticamente , obbligando il mondo a fermarsi e a pensare.  Il romanzo è complessivamente empatico e indulgente;  Camus ci dimostra che la cosa più importante è la capacità di ognuno di farsi promotore di un cambiamento, di combattere e reagire alle avversità , quello che io riscontrato anche nella pandemia che ha sconvolto il mondo.

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