Un libro tante scuole

Lo sviluppo dei personaggi de L’Isola di Arturo


Alessia Begaj 2ASA


L’isola di Arturo è un libro inizialmente piuttosto lento e descrittivo, per questo motivo all’inizio non mi piaceva e facevo fatica ad andare avanti, poi però con l’arrivo di Nunziata, la matrigna del protagonista, il libro ha iniziato ad essere un po’ meno descrittivo e a piacermi. Il libro parla di un ragazzo di nome Arturo, la cui madre è morta durante il parto e il cui padre è sempre via per dei viaggi misteriosi, di cui non racconta nulla al figlio.
Arturo quindi non ha mai ricevuto l’affetto di una madre e infatti questo sarà anche motivo di gelosia nei confronti del suo fratellastro. Suo padre invece è anaffettivo, non gli da mai né un bacio, né un abbraccio, l’unica cosa che Arturo ottiene da lui sono risposte sbrigative e disinteressate. Il rapporto che ha con suo padre è la cosa che mi ha stupito di più di questo libro perché, nonostante il padre non lo consideri, Arturo lo vede sempre come un eroe, lo venera come fosse una divinità e lo considera migliore di chiunque altro.
Questo mi ha stupito molto perchè io, se mi fossi trovata al suo posto, penso che probabilmente non avrei considerato mio padre e non avrei sicuramente passato tutto il mio tempo libero con lui, cosa che in realtà ritengo che chiunque al suo posto avrebbe fatto, perché se da una persona non si riceve affetto solitamente non lo si dimostra e si perde l’interesse nei suoi confronti. In parte però comprendo perchè Arturo sia sempre alla ricerca delle attenzioni del padre, lui infatti non ha mai avuto una madre che lo amasse e non ha mai ricevuto affetto nella sua vita, l’unica cosa che ha è suo padre e nonostante non sia il migliore dei padri deve accontentarsi di lui perché non ha nient’altro.
Il personaggio del padre non mi è piaciuto perchè non è mai affettuoso nei confronti del figlio e non si dimostra mai interessato, a mio parere il padre di Arturo è una persona abbastanza egocentrica e la sua misteriosità mi infastidisce parecchio. Penso che la sua anaffettività sia dovuta a mancanze avute in giovane età, io al suo posto però avrei cercato di dare tutto ciò che non avevo ricevuto a mio figlio invece di abbandonarlo a sé stesso come Wilhelm fa.
Un personaggio che invece mi è piaciuto molto è Silvestro, ovvero il balio di Arturo, che secondo me per lui oltre ad essere un grande amico rappresenta in qualche modo anche un padre, perchè è l’unico che si è sempre preso cura di lui, è l’unico che si ricorda sempre il suo compleanno e nonostante la distanza cerca sempre di mandargli un regalo o una letterina e soprattutto è l’unico che lo capisce.

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