L'Europa ancora da scrivere

Dieci parole chiave per l’Europa ancora da scrivere


3Bi


1° - Innovazione

Sono convinto che ci sia necessità di lavorare sulle innovazioni: sono poche le persone che lavorano per scoprire e creare cose nuove, e la maggior parte delle volte queste persone non sono adeguatamente sostenute da nessuno. Ma solo perché qualcosa non funziona, non vuol dire che non si possa migliorare: l’Europa dovrebbe investire sulle innovazioni, in tutti i campi. Inoltre ritengo che dovrebbero anche essere resi accessibili al pubblico le scoperte o i passi avanti fatti, per migliorare sempre di più.

Maodo Malick Diop

2° - Energia sostenibile

Una potenza mondiale come l’Europa non può non essere in grado di trovare una fonte di energia sostenibile e pulita da poter sfruttare. Nel ventunesimo secolo, con le tecnologie contemporanee, è difficile pensare che sia usuale e comune usare delle risorse che rovinano il nostro pianeta e la nostra salute. Pensiamo che l’Unione europea debba porsi questa questione come obiettivo: sarebbe anche una fonte di guadagno enorme, perché sicuramente costerebbe meno delle energie fossili.

Alessio Atzeni

3° - Case a basso impatto ambientale

Sarebbe bello disporre di spazi vivibili, utilizzare energie sostenibili e incoraggiare anche chi le utilizza nella sua vita quotidiana, abbassandone i prezzi. Non penso solo alla mobilità sostenibile: sappiamo che chi può dovrebbe usare la bicicletta, e che sarebbe bene se tutti coloro che utilizzano l’automobile scegliessero le auto elettriche. Penso anche alle case: sarebbe opportuno che fossero a basso impatto ambientale, aumentando la loro efficienza energetica e agendo sui consumi, sull’isolamento e sugli impianti delle nostre abitazioni. Ognuno potrebbe investire in qualche pannello solare sulla propria abitazione, per poter sfruttare l’energia solare e contribuire all’abbattimento delle emissioni dannose per l’ambiente. Se lo facessero tutti, il riscaldamento globale diminuirebbe molto.

Tommaso Bersani Berselli

4° - Promozione e tutela dei diritti umani e della democrazia

A mio parere l’Unione Europea si deve impegnare maggiormente a promuovere e tutelare i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto in tutto il mondo. I diritti dell’uomo devono rivestire un’importanza decisiva nelle relazioni all’interno dell’UE e con gli altri paesi e le regioni del mondo. Le politiche dell’UE dovrebbero puntare quindi a promuovere i diritti delle donne, dei bambini, delle minoranze e degli sfollati, e a combattere la pena di morte, la tortura, la tratta di esseri umani e le discriminazioni. È necessario un maggior impegno per difendere i diritti civili, politici, economici, sociali, culturali e i diritti umani, in attiva collaborazione con i paesi partner, le organizzazioni internazionali o regionali, e i gruppi e le associazioni a tutti i livelli della società civile.

Per velocizzare il progresso, si dovrebbero includere clausole sui diritti umani in tutti gli accordi commerciali o di cooperazione con i paesi extra UE. Anche gli Stati membri dell’UE dovrebbero rispettare e promuovere la tutela di tutti i diritti: oggigiorno stati membri come la Polonia o l’Ungheria non rispettano più le ambizioni dell’Unione Europea in questo settore, e andrebbero redarguiti, pena l’esclusione da altri progetti ai quali loro sarebbero tanto felici di partecipare.

Luca Sassatelli

5° - Agricoltura

Sappiamo che le industrie e i servizi legati all’agricoltura e ai prodotti alimentari nell’Unione Europea danno lavoro a più di 44 milioni di persone, e un’occupazione regolare a 20 milioni di persone solo nel settore agricolo. Grazie al clima misto, ai terreni fertili, alle competenze tecniche degli agricoltori e alla qualità dei prodotti, l’UE è dunque uno dei principali produttori ed esportatori mondiali di prodotti agricoli. La produzione alimentare a livello mondiale dovrebbe raddoppiare entro il 2050, per fare fronte alla crescita demografica e all’evoluzione delle abitudini alimentari. Dall’Europa mi aspetto che venga raddoppiata la produzione agricola entro il 2030 invece del 2050, perché altrimenti ci sarebbero troppi anni da aspettare, e l’agricoltura è veramente importante. Inoltre spero che gli agricoltori vengano aiutati duranti le stagioni difficili, soprattutto quando avvengono fenomeni di distruzione del raccolto da parte di insetti, come abbiamo potuto assistere in Italia.

Denis Ruscitti

6° - Le dogane

Dal 1968 i controlli doganali alle frontiere esterne dell’UE tutelano i consumatori dalle merci e dai prodotti potenzialmente pericolosi o nocivi per la salute, proteggendo gli animali e l’ambiente ed opponendosi al traffico di animali in via di estinzione. Le autorità doganali collaborano con i servizi di politica e immigrazione nella lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo; lottano anche contro le frodi fiscali e sui dazi doganali da parte di imprese e privati cittadini, che privano i governi nazionali di risorse vitali per la spesa pubblica. Tutto questo può sembrare magnifico, ma con l’uscita del Regno Unito dall’UE, l’integrità delle dogane ha subito un duro colpo. Ora i dazi sono molto superiori e i rapporti commerciali si stanno deteriorando lentamente. Il mio parere è che il Regno Unito ha sempre fatto parte dell’Europa, anche prima che nascesse l’Unione Europea: penso che la Brexit non sia stata una mossa lungimirante. La maggior parte dei giovani era contraria, così come gran parte della Scozia, ed anche se il Regno Unito desidera mantenere la sua individualità e proteggersi economicamente, ne andrà a risentire in futuro, quindi desidero rapporti di amicizia tra l’UE e il Regno Unito.

Lorenzo Carrisi

7° - Solidarietà tra stati

In questo periodo di pandemia, che ha sconvolto l’economia di tutti i Paesi del mondo, credo che sia necessario offrire più aiuti economici concreti alle nazioni bisognose, senza pretendere la restituzione in futuro: i debiti sarebbero pagati dalle generazioni future.

Andrea Biselli

8° - Commercio

Nell’attuale Unione Europea, quella senza Il Regno Unito, un ragazzo come me, che prima della Brexit acquistava frequentemente oggettistica elettronica per il suo hobby, si trova ad affrontare alcuni problemi, causati dai seguenti fattori: le spese di importazione sono piuttosto alte; i tempi di consegna delle merci si sono allungati, per via del passaggio in dogana; vi è una difficoltà sempre crescente nel trovare dei privati disposti a vendere a persone nell’Unione Europea.

Purtroppo non è possibile ovviare a questi problemi fondamentali in quello che io faccio tutti i giorni come hobby e che magari, un giorno, potrà diventare un lavoro. Quindi mi piacerebbe avere più libertà nel commercio tra l’UE e chi non ne fa parte, magari con spese doganali più basse, tempi di trattenimento delle merci in dogana inferiori, più contatti verso l’esterno.

Fabio Salomoni

9° - Pace

Ci ha molto colpito la testimonianza di Abdullahi Ahmed, che ha sottolineato un elemento molto importante: dopo il secondo conflitto mondiale, l’Europa ha dimostrato che vivere in pace è possibile. In altri Paesi meno fortunati, l’Europa è vista come uno spazio di pace e di benessere. Bisogna quindi sostenere e rafforzare una cultura di pace, cioè tutto un insieme di valori, atteggiamenti e modi di vivere: gli Europei sono chiamati a rispettare la vita e rifiutare la violenza, essere generosi nei confronti dei più deboli e rinnovare la loro solidarietà, nonché sapere ascoltare per comprendere.

In sostanza, la cultura di pace è un vaccino per prevenire la guerra.

La classe 3Bi

10° - Politica sanitaria comune

In questi due ultimi anni tutto il mondo è stato colpito dalla pandemia del Covid, con le sue diverse varianti, che si diffondono con velocità diverse in tutti i Paesi. Abbiamo capito che i virus non rispettano certo i confini politici e allora non dovrebbero farlo neanche i provvedimenti tesi a combattere la pandemia. Pensiamo che sia davvero necessaria una politica sanitaria comune a tutti i Paesi europei.

La classe 3Bi

Siamo la classe 3Bi dell’IIS Belluzzi Fioravanti di Bologna, una classe terza di informatica dell’Istituto tecnico. In quest’anno scolastico, come PCTO, abbiamo partecipato a Politico Poetico, un progetto del Teatro dell’Argine, rivolto ai ragazzi e alle ragazze dai 14 ai 20 anni del nostro territorio. Questo progetto mirava a dare ascolto alle nostre idee su temi cruciali come Ambiente, Lavoro ed Economia, Disuguaglianze, Città e Comunità, Pace e Giustizia. Così abbiamo potuto riflettere sui temi dell’Agenda 2030, individuare qualche problema del nostro territorio che ci stava a cuore e ipotizzare qualche soluzione per risolverlo.

Mentre ci impegnavamo in questo PCTO, abbiamo seguito on line i due incontri di L’Europa ancora da scrivere: così abbiamo accettato l’invito della nostra docente a esprimere qualche pensiero anche sull’Europa in cui vorremmo vivere. Ecco le nostre brevi riflessioni, che abbiamo articolato partendo da dieci parole-chiave.

 

1 commento

  1. Complimenti per aver centrato i contenuti che possono determinare le politiche economiche socialidei prossimi 30 anni. Si evidenziano , competenze , analisi , e visione del futuro.

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