Questa è la domanda centrale che si pongono i librai di fronte alla desertificazione commerciale, di cui si possono identificare tre cause: il calo dei lettori, le alternative digitali come E-books e audiolibri, e la vendita online.
A questo proposito, come ci ricorda Maria Luisa Coppa, il tema cardine è la prossimità: riavvicinare i lettori alle librerie locali e connettere quest’ultime alle realtà presenti nel territorio.
Michela Santoro sposta l’attenzione dal libraio, che ha l’obiettivo di creare i lettori, alla libreria, che dovrebbe essere un tempio di cultura, lei stessa infatti ha fatto la coraggiosa scelta di aprire una libreria nel Salento, per combattere la siccità culturale locale, riuscendo a trasformare una comunità con la riapertura di sette biblioteche.
Paolo Ambrosini ha riportato l’attenzione proprio sulla figura del libraio, che ha l’obiettivo di valorizzare il libro e il suo contenuto, anziché concentrarsi sul prezzo delle vendite.
A sorpresa interviene Silvio Viale, presidente del Salone del Libro di Torino, per ricordare che la missione dei Portici di Carta è quella di avvicinare i lettori per conoscere le librerie e diffondere il messaggio di prossimità e il rapporto con il libraio.
Chiamato per presentare il suo ultimo libro, il romanzo familiare “Le ragazze di Tunisi” lo scrittore Luca Bianchini, si collega a questo legame, approfondendolo dal punto di vista dell’autore. Infatti, per rispondere a una domanda, racconta le sue origini, il suo percorso e la nascita del suo amore per la scrittura.
Alla domanda “Qual’è il tuo rapporto con le librerie?”, Bianchini spiega che le librerie gli hanno salvato la vita, riconoscendo queste stesse come luogo di incontro, comunità e memoria. Ci invita anche ad accogliere ogni autore e genere letterario, in quanto sostengono l’industria letteraria, permettendo anche ai piccoli autori di emergere.
Link intervista: https://youtu.be/JBccHfLLsyU?is=JiXwRyQNYWGZWHqn