Adotta uno scrittore, Adotta uno scrittore 2025, Laboratorio

Incontro con Camilla Mancini alla scuola Ospedaliere del Regina Margherita di Torino


Roberta, Giulia, Sara, Chiara, Ambra, Carmela, Sofia, Vittoria, Esperanza, Alessio, Alessandro, Enrico, Adam, Valentina e le proff. Ombretta, Assia, Sina, Maria, Eliana

Scuola Ospedaliera Regina Margherita - Torino

Grazie al progetto Adotta uno Scrittore, ci è stata data la possibilità di fare due incontri con la scrittrice Camilla Mancini, durante i quali  abbiamo potuto apprendere quanto tenga veramente al suo lavoro; questo lo si poteva capire dalla passione con la quale parlava non solo del suo libro pubblicato da Mondadori Sei una farfalla , ma anche di tutto il lavoro che c’è dietro. L’esperienza è stata apprezzata da tutti, soprattutto grazie alla capacità della scrittrice di mettere a proprio agio chiunque. È sempre stata disponibile a rispondere alle nostre domande, non ponendosi problemi a parlare di come sia arrivata a essere una scrittrice. La cosa che più ci ha sorpresi è stata che, a differenza di come molti si aspetterebbero, ha iniziato questa carriera senza avere nessun “aggancio” nel mondo dell’editoria, tanto che per trovare un agente ha dovuto inviare curriculum a diverse case editrici, questo inizialmente ci ha sorpresi perché Camilla porta il peso di avere addosso un cognome molto importante: suo padre, infatti, è stato un grandissimo calciatore in diverse squadre di serie A ma anche il ct della nazionale che ha portato al successo gli azzurri negli europei del 2020: Roberto Mancini. Ed è stato proprio questo, ovvero la spiegazione di come funzioni il suo lavoro e di quale sia stato il suo percorso, il primo argomento di cui abbiamo parlato.

La nostra é una scuola molto particolare i progetti si svolgono infatti in un ospedale infantile quello del Regina Margherita di Torino dove esiste la più grande sezione ospedaliera in Italia.

La nostra professoressa di inglese che da anni si occupa dei progetti di lettura Ombretta Falasconi ci ha fatto preparare tutta una serie di domande da cui partire e rompere il ghiaccio.

Il laboratorio ha previsto tre incontri ravvicinati il martedì, mercoledì e giovedì questo ha reso il progetto un vero e proprio cammino di conoscenza.

Abbiamo parlato di bullismo, di cosa ci fa stare bene, di empatia, di auto commiserazione e di emozioni e più passava il tempo più ci aprivamo e avevamo voglia di raccontare.

Camilla ha risposto a tutte le domande e ci ha parlato tanto della sua sofferenza di quando da piccola era stata presa di mira dai bulli che la escludevano da tutto in classe.

Proprio per questo si può pensare a questo romanzo come a un romanzo di formazione, giacché durante lo svolgimento della storia si può cogliere un cambiamento nella protagonista. Tutti questi aspetti hanno reso la storia reale, motivo per il quale è stata apprezzata da tutti.

Alla fine Camilla si é resa disponibile ad autografarci i romanzi e ad ognuno ha fatto una dedica diversa personalizzata.

Questa esperienza é stata davvero fantastica e ci é servita come occasione per parlare tra noi e di noi.

Aspettiamo con ansia che arrivi maggio per riabbracciarla al Salone del Libro.

I ragazzi e le ragazze  del reparto neuro e quelli del DH

Roberta, Giulia, Sara, Chiara, Ambra, Carmela, Sofia, Vittoria, Esperanza, Alessio, Alessandro, Enrico, Adam, Valentina e le proff. Ombretta, Assia, Sina, Maria, Eliana

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