11 ottobre 2026, Portici di Carta 2026, Torino Liceo Classico Vittorio Alfieri

Se le case potessero parlare


Elisabetta Rosa Lanno, Niccolo Ferrigno

Liceo Classico Vittorio Alfieri - Torino

Ci sono case che non si limitano a fare da sfondo: entrano nella vita di chi le abita, la trattiene e la raccontano. In 8 ragazze, il nuovo romanzo di Aurora Tamigio, Villa Debora non è solo l’ambientazione di una storia di donne, ma ne è la voce narrante. Situata a Milano, in zona Porta Romana, è una dimora antica ispirata a un luogo reale che l’autrice ricorda anche nei ringraziamenti. Una casa viva, anziana, che all’inizio sembra persino opporsi con caparbietà all’idea di farsi vendere.

A raccontare la vicenda è proprio la stessa casa, in un alternarsi continuo tra un «io» e un «noi». Villa Debora ha visto tutto e sa tutto. E per non rimanere bloccata tra le proprie mura, sfrutta un piccolo espediente: un pezzetto del suo intonaco portato fuori dalle ragazze le permette di ascoltare cosa accade anche all’esterno.

Attorno a lei si muove una comunità d’elezione, nata da un’idea di Sara. L’intento è nobile: creare un cohousing femminile, un’alternativa all’isolamento moderno e un rifugio per donne in difficoltà. Sara si impone come leader, stila un manifesto con le regole della casa e offre sicurezza. Con il tempo, però, la gestione del potere si fa scivolosa. La ricerca di una collettività perfetta finisce per soffocare i singoli individui, e la guida di Sara assume contorni autoritari che ricordano proprio quelle dinamiche patriarcali da cui molte cercavano di fuggire.

A rompere questo equilibrio saranno soprattutto le più giovani, come Argenta e Adele. Argenta, bloccata da ansie e paure, tende a rimpicciolire sempre più il suo mondo per proteggersi; Adele, più spigliata, le si affianca con un’amicizia profonda. Insieme alle altre — tra cui l’anziana Nadia e la più combattiva Piera — le ragazze iniziano a capire che la sicurezza non può pretendere il sacrificio dei propri desideri.

Mettendo insieme questo mosaico di otto personalità, Aurora Tamigio ci parla dell’impatto che i luoghi hanno sulle nostre storie. Le case raccolgono le nostre emozioni, sanno cosa proviamo quando chiudiamo una porta o se ne apriamo una nuova. Villa Debora protegge e custodisce, ma ci ricorda anche che nessun luogo può sostituirsi alla libertà di scegliere chi essere.

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