3 ottobre 2026, Internazionale Ferrara 2026

LSD, MDMA, funghetti: i nuovi psicofarmaci?


Benini Rachele, Mastropaolo Sara

Liceo Ariosto, Liceo Alfieri - Ferrara, Torino

Usare sostanze psichedeliche per curarsi può sembrare assurdo ma la psicoterapeuta Sara Ballotti e il giornalista Federico di Vita non credono sia così. Dialogando con Pierfrancesco Romano all’incontro di Internazionale del 3 ottobre in Biblioteca Ariostea, ci hanno innanzitutto spiegato cosa siano queste sostanze: si tratta di una classe di molecole che permette di alterare la percezione della realtà. Attualmente in Italia rientrano nella “tabella uno”, ovvero sono vietate per qualsiasi uso sia clinico sia ricreativo (al pari di sostanze come l’eroina) e perfino fare ricerca è estremamente complesso. A differenza di altre droghe però non creano dipendenza, ma anzi sono state usate talvolta per combatterle. Queste sostanze sono molteplici (LSD, psilocibina, pescadina, DMT, MDMA) ma sono accomunate dal raggiungimento dello stato espanso, definito anche stato alterato o non ordinario. Queste definizioni, secondo la dottoressa Ballotti, però portano un giudizio implicito, indicando la presenza di uno stato normale; invece l’espressione stato espanso indica una condizione ampliata della coscienza. Il compito di queste sostanze sarebbe proprio quello di creare connessioni nuove e inusuali fra i neuroni rompendo gli schemi di pensiero abituali, detti default mode network.

Per esempio una persona che è affetta da un disturbo depressivo spesso si lega ad un flusso di idee che viene ripetuto, dunque utilizza sempre le stesse sinapsi di neuroni; una sostanza psichedelica aiuta invece a collegare neuroni che normalmente non hanno legami. A differenza degli psicofarmaci attualmente sul mercato gli psichedelici non hanno il compito di attenuare una sintomatologia, “riempiendo un buco” come dice Ballotti, ma bensì quella di creare un nuova concezione dell’io.

Secondo l’associazione di Illuminismo Psichedelico, di cui fanno parte sia Ballotti (la direttrice) che di Vita, è poi necessario svolgere una fase di integrazione, in cui si trasferiscono le consapevolezze ottenute durante la fase di stato espanso alla vita quotidiana. L’organizzazione si pone il compito di educare terapeuti e medici nella loro Academy attraverso corsi di formazione. Loro sono inoltre i primi a fare formazione sull’argomento in Italia, dove lo stigma è ancora diffuso e le difficoltà sono moltissime. Ma non è così in tutto il mondo: per esempio in Svizzera vengono attualmente usati per tentare di curare i casi più gravi di disturbi del comportamento alimentare, per i quali non sono state ancora trovate altre terapie farmacologiche funzionanti. Anche negli USA si lavora da anni nella ricerca: l’organizzazione MAPS (Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies) studia dal 1986 il funzionamento delle sostanze psichedeliche sulla mente.

Queste sostanze non appartengono quindi solo a rave e festival musicali, ma potrebbero essere il prossimo baluardo della terapia psicofarmacologica.

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