Matteo Professione, meglio conosciuto con il nome di Ernia, è stato ospite oggi, 16 maggio 2026, al Salone del Libro. Abbiamo avuto modo di conoscerlo meglio assistendo al dialogo con Matteo Lancini, noto psicologo, durante il quale, ripercorrendo il nuovo album “Per soldi e per amore” ha ricordato ciò che in adolescenza ha contribuito a formarlo sia come artista che come uomo. L’adolescenza è descritta dal rapper come un periodo travagliato ma allo stesso tempo positivo in quanto caratterizzato dalla leggerezza di poter vivere “tra le nuvole”, svincolati dalle responsabilità che comporta l’età adulta. La crescita porta a un cambiamento e quindi al disincanto, che si riflette nella sua produzione artistica. Egli stesso infatti individua nella sua evoluzione la causa della delusione di una parte dei fan: come afferma Ernia, essi cercano nei suoi album una versione passata di lui che però oggi non lo rappresenta più. Spesso infatti le sue idee non corrispondono a quelle del movimento musicale, basato sull’essere “macho” e performativo, quasi in modo agonistico, sempre reattivo e produttivo.
Se in gioventù, per non sentirsi diverso dagli altri, fingeva, ora mette al primo posto l’essere fedele a sé stesso. L’autenticità ricercata da Ernia trova spazio nel rap, genere apprezzato dai giovani perché permette l’espressione delle emozioni, anche di quelle etichettate negativamente come rabbia e tristezza. Queste ultime vengono infatti considerate fondamentali da entrambi i protagonisti del dialogo, perché permettono di esternare ciò che porterebbe danni peggiori, se tenuto dentro troppo a lungo. Dunque, il rap non sarebbe la causa della violenza giovanile, ma un modo per prevenirla.
Anche la noia, vissuta da molti adolescenti e in primis dal giovane Matteo come un momento morto e inutile, è in realtà la chiave per la creatività. Dalla noia Ernia trae il meglio anche nella sfera delle relazioni interpersonali: persino stare con gli amici su una panchina, apparentemente non facendo nulla, contribuisce a rafforzare i legami di amicizia. Da questa sua idea nasce la canzone “Noia”, che nonostante appartenga ad un album di circa dieci anni fa, secondo il rapper, potrebbe appartenere al suo ultimo album per il suo contenuto riflessivo.
In conclusione Ernia definisce la musica il suo posto sicuro perchè gli permette di esprimere, senza limiti o cornici, ciò che a voce non sarebbe in grado di spiegare, neanche a sua sorella.