Perché alcune persone devono spaccarsi la schiena per sopravvivere, lavorando giorno e notte, mentre altre possono vivere agiatamente solo grazie a un’importante eredità, senza mai lavorare un giorno nella propria vita?
Questa è la domanda con cui si è aperto il dibattito riguardante le disuguaglianze economiche tra Niccolò Zancan e Riccardo Staglianò, esprimendo le loro opinioni e focalizzandosi su aspetti differenti.
Niccolò Zancan, nel suo libro, L’ultimo operaio, Canto finale della grande fabbrica, pubblicato da Einaudi nel 2026, si chiede che fine abbia fatto il lavoro in Italia, dal momento che tutti i paesi europei sembrano avere una crescita economica, tranne il nostro.
Il suo libro inizia da un racconto sulla fabbrica di Mirafiori, perché ritiene che la FIAT oggi sia il relitto della frammentazione del sistema lavorativo che la caratterizzava in origine. Precedentemente il lavoro era contraddistinto da una politica definita dal “Noi”, in cui c’era un continuo rapporto di fiducia tra lavoratori. Oggi questo spirito di fratellanza è assente nelle aziende italiane, dove prevale la struttura dell’isolamento professionale, in particolare nei mestieri meno retribuiti, ad esempio i rider.
Riccardo Staglianò, nel suo libro Tassare i milionari, Prendere ai ricchi per dare ai poveri, pubblicato da Einaudi nel 2026, analizza la situazione italiana con una prospettiva diversa, evidenziando come causa principale la mancata applicazione della tassa patrimoniale. L’autore critica il governo italiano, che non applica la tassa patrimoniale per non danneggiare i “milionari italiani”, che in realtà rappresentano solo lo 0,1% della popolazione, circa 50.000 persone, mentre il 99,9% della restante ne trarrebbe vantaggio. Infatti tassando dell’1% in più i milionari si otterrebbe un fondo di 13,8 miliardi, da distribuire al resto della popolazione.
Nonostante identifichino soluzioni differenti per risolvere lo stesso problema, concordano sul fatto che, anche se venissero messe in campo delle soluzioni per far fronte alle disuguaglianze economiche attraverso la tassazione, rimarrebbe ancora il problema del mancato rapporto di fiducia tra i lavoratori.